Ippodromo Arcoveggio, il Comune di Bologna presenta il progetto per la riqualificazione

Presentato lo studio di prefattibilità per la riqualificazione dell’ippodromo curato da Nomisma e Politecnica. Preservata la 'vocazione ippica', si punta su formazione e sport, ma servono 40 milioni di euro.
Scritto da Redazione

L'ippodromo Arcoveggio di Bologna © Reddalo / Wikimedia

Ormai da tempo, con ipotesi più o meno “istituzionali”, si dibatte sul futuro dell'ippodromo Arcoveggio di Bologna.

C'è chi ha proposto di trasformare l'area dove sorge in una foresta urbana, chi una cittadella della formazione tecnica, incassando nel 2024 anche i favori del  sindaco della città emiliana, Matteo Lepore.

Ora arriva un nuovo scenario, illustrato dalla presidente del quartiere Navile, Federica Mazzoni, e dall’assessore comunale all'Urbanistica, Raffaele Laudani, nell'ambito di un incontro pubblico che ha visto la presentazione di uno studio di prefattibilità per la riqualificazione dell’impianto curato da Nomisma e Politecnica.

Secondo quanto si legge sul sito BolognaToday, nel progetto si parte dalla dismissione della sala bingo che oggi fa parte del complesso dell'Arcoveggio. “Quello dell’ippodromo sarà dismesso entro il 2026, ma con un percorso graduale per tutelare circa settanta lavoratori e lavoratrici. È una scelta che ci assumiamo con responsabilità politica, per contrastare la ludopatia e restituire all’area una funzione sociale”, dichiara Mazzoni.

In merito alla delocalizzazione del bingo, Laudani assicura: “Hippogroup (gestore dell'impianto, Ndr) ha individuato un’altra area dove spostare il bingo e nel frattempo proporrà insieme al quartiere alcune sperimentazioni di attività sociali e culturali, coerenti con il percorso partecipativo e con la permanenza dell’attività ippica. Il nostro orientamento è di accogliere questa proposta, perché concilia la tutela dei lavoratori con l’evoluzione del progetto”.

La vocazione ippica, “è parte dell’identità del luogo e vogliamo preservarla, immaginando funzioni nuove legate anche al benessere e alla relazione con gli animali. È un modo per tenere viva la memoria, senza rinunciare al rinnovamento”, evidenzia l'assessore.

Quanto al progetto complessivo, nell'area dovrebbero trovare posto “quattro macrofunzioni integrate, formazione, sport e socialità, educazione e ambiente, cultura e commercio di prossimità”.

Il tutto, rimarca Laudani, con l'obiettivo di “fare dell’ippodromo uno spazio attraversabile e vissuto, connesso alla città. La parte centrale diventerebbe il ‘prato urbano più grande di Bologna’, un nuovo parco pubblico attorno al quale ruotano mille nuovi alberi e un anello verde pedonale.”

Accanto, nei pressi della Fondazione Aldini Valeriani, invece è previsto uno spazio per la formazione, con il recupero delle scuderie per attività laboratoriali e didattiche.

Nello studio quindi si parla di nuovi impianti sportivi e spazi aperti, una biblioteca, aula studio e spazio espositivo, orti, serre e una fattoria urbana.

Ma per realizzare tutto questo sarebbe necessario un investimento complessivo di oltre 40 milioni di euro, da sostenere attraverso un modello di partenariato pubblico–privato e su affidamenti di lunga durata.

Cosa ne pensa HippoGroup? Il gestore dell'ippodromo di Arcoveggio, interpellato da GiocoNews, al momento preferisce non commentare.