Ippodromo Capannelle, attesa per i fondi in Manovra ed esiti della gara

Sono giorni decisivi per le sorti dell'ippodromo delle Capannelle, e il 13 gennaio è prevista la chiusura della procedura di licenziamento collettivo dei 29 dipendenti.
Scritto da Fm

© Ippodromo delle Capannelle - Pagina Facebook

Pochi punti fermi e diversi ancora in sospeso contraddistinguono il presente e l'immediato futuro dell'ippodromo romano delle Capannelle.

Di certo si sa che a breve scade la custodia dell'impianto in capo a Hippogroup, con la riconsegna delle chiavi fissata per il 5 gennaio 2026, e che per il 13 gennaio alla Regione Lazio è prevista la chiusura della procedura di licenziamento collettivo dei 29 dipendenti della società, con i sindacati intenzionati a chiedere la “tutela dei lavoratori un periodo di Cigs straordinaria, per cessata attività”.

E, prima di allora, ci potrebbe essere un incontro con i vertici del Comune di Roma.

Per il resto, si attende certezza sullo stanziamento di un milione di euro per Capannelle chiesto da un ordine del giorno presentato da Fratelli d'Italia in seno all'esame della manovra di bilancio per il 2026, la cui approvazione definitiva da parte della Camera dei deputati è attesa per domani 30 dicembre.

Fondi che senza dubbio saranno dirimenti per chiarire il futuro dell'ippodromo e per sapere se a gestirlo provvisoriamente nel 2026 sarà La Marsicana, società a cui il Comune di Roma ha proposto l'aggiudicazione dopo gli esiti della procedura negoziata senza bando lanciata nelle scorse settimane in attesa del completamento delle procedure necessarie per il bando pluriennale promosso nell'aprile del 2024.

Visto il limbo attuale, il ministero dell'Agricoltura è corso momentaneamente ai ripari congelando le giornate di corsa da assegnare a Capannelle per l'anno ormai alle porte “subordinatamente alla conclusione dell’iter istruttorio per il riconoscimento della relativa società di corse e all’avvenuto riconoscimento con decreto direttoriale”, così come deciso anche per altri ippodromi in attesa della “conclusione dell’iter istruttorio” (vedi Livorno, Varese, Sassari e Taranto).

NUOVO GALOPPO ITALIA: "DEPOTENZIAMENTO CAPANNELLE, EFFETTO DOMINO" – Sul "nodo" Capannelle interviene anche Nuovo galoppo Italia, con una nota in cui si legge: "Negli ultimi anni Roma, come ippodromo, è stata progressivamente penalizzata nelle scelte di programmazione. Il presupposto secondo cui nel Lazio opererebbero circa 600 cavalli non corrisponde alla realtà. Il solo centro di allenamento di Roma ospita oltre 500 cavalli; considerando l’intero territorio laziale, il numero reale è di almeno 750 cavalli.
Roma è passata dalle 78 giornate di corse del 2023 alle attuali 54. Con una media di sei corse a giornata, ciò significa milioni di euro sottratti al comparto ippico laziale, che alimenta non solo Roma ma anche, in modo determinante, gli ippodromi di Tagliacozzo e di Napoli.
È evidente che una parte significativa dei cavalli che corrono a Napoli e la quasi totalità di quelli che corrono a Tagliacozzo provengono dal Lazio e dall’area romana. La chiusura o il depotenziamento dell’ippodromo di Roma produrrebbe quindi un effetto domino, con conseguenze gravissime per l’intero sistema del Centro-Sud.
Oggi le sorti dell’ippodromo di Roma non sono semplicemente 'congelate': sono sospese in attesa delle decisioni di chi ha partecipato alla manifestazione di interesse per il cosiddetto bando ponte, in attesa del bando definitivo.
Le due società che hanno presentato un’offerta devono chiarire la loro posizione. Se esistono, se intendono operare e investire, l’intero comparto ippico romano non potrà che accoglierle positivamente. In quel caso, dovranno essere immediatamente ripristinate almeno le 69 giornate di corse.
Se invece tali soggetti non intendono realmente subentrare, o se hanno manifestato interesse in modo superficiale e privo della volontà di assumersi impegni concreti, allora devono essere chiamati alle proprie responsabilità. In questo caso, il loro comportamento avrebbe di fatto congelato qualsiasi trattativa con il Ministero e con il Comune di Roma, contribuendo in modo diretto alla chiusura dell’ippodromo.
Nuovo Galoppo Italia ritiene che non vi sia più alcun margine temporale. Il 5 gennaio Hippogroup Roma Capannelle riconsegnerá l'impianto al Comune di Roma. In assenza di decisioni immediate e operative, dal giorno successivo non esisteranno più le condizioni minime per una gestione o per un rilancio.
O si interviene ora, oppure l’ippodromo di Roma il 6 gennaio spegnerà le luci per sempre. Non per mancanza di alternative, ma per mancanza di decisioni".