Ippodromo Livorno, D’Alesio: ‘Gestione 30ennale a società di scopo’

D'Alesio, ex direttore dell'ippodromo di Livorno auspica affidamento trentennale della gestione dell'impianto ad una 'società di scopo' costituita da imprenditori ed appassionati.
Scritto da Redazione

Ippodromo Livorno, D'Alesio: 'Gestione 30ennale a società di scopo'

“A maggio del 2021 è stato fatto un primo bando per l’assegnazione per 12 mesi della gestione dell’ippodromo è andato deserto ed il Comune il 21 giugno ha fatto un secondo bando per una gestione di 24 mesi, al quale, purtroppo, possono partecipare solo società di corse che già gestiscono altri ippodromi ed i risultati li conosceremo il 28 giugno.
Personalmente mi auguro che anche questo bando vada deserto e che l’Amministrazione prenda finalmente in considerazione il progetto presentato al sindaco e che dal 1° gennaio 2022 ne venga assegnata la gestione trentennale ad una ‘società di scopo’ costituita da tanti imprenditori ed appassionati livornesi”.

A dirlo è Attilio D’Alesio, presidente dell’associazione nazionale Coordinamento ippodromi, direttore del Caprilli dal 1981 al 2011 ed assessore allo Sport della città labronica dal 2004 al 2008, rilanciando le sue proposte per la riapertura e la valorizzazione dell’impianto, in attesa di conoscere il suo futuro e di organizzare le previste giornate di corse nel mese di luglio. Corse che non sono ancora state calendarizzate ufficialmente dal ministero.
“Se il sindaco ‘lanciasse’ pubblicamente questa iniziativa, in linea peraltro con la storia del Caprilli, certamente tanti livornesi aderirebbero al progetto e l’ippodromo l’anno prossimo sarebbe riaperto completamente, tornando agli antichi splendori”, rimarca D’Alesio.
Splendori che lo stesso D’Alesio ricostruisce in un viaggio nei 127 anni di vita dell’impianto.
“L’ippodromo fu inaugurato il 15 agosto 1894, alla presenza di 20mila persone, intitolato a Federigo Caprilli nel 1937 e donato al Comune di Livorno dalla famiglia Cave Bondi.
È stato il primo ippodromo in Europa ad organizzare le corse in notturna, con un impianto di illuminazione straordinario che è stato usato per oltre settanta anni.
L’ippodromo è stato gestito fino al 1972 dalla Società livornese corse cavalli, un’associazione no profit costituita da tanti appassionati livornesi e nel 1973, su proposta del sindaco Bino Raugi fu costituita la Labronica corse cavalli composta da due soci : il Comune di livorno e la livornese corse Cavalli.
La Labronica corse cavalli ha gestito l’ippodromo pagando un canone di affitto annuo di 120.000 euro, curando tutta la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto e realizzando importanti investimenti come le nuove tribune, i tre bar, il sottopasso, il ristorante, oltre che organizzare tramite la Fondazione La Caprillina tanti spettacoli ed eventi culturali.
il Comune proprietario dei 18 ettari di terreno in più di cento anni non ha mai speso un euro per l’ippodromo ma, improvvisamente, nel 2010 decise, su scelta del sindaco Cosimi, di acquistare per un euro il 50% della Labronica corse cavalli e così il Comune diventà proprietario del 100 percento della Labronica, che poco dopo fu messa in liquidazione e portata al fallimento.
L’ippodromo fu quindi gestito nel 2011 e nel 2012 dalla società Alfea di Pisa, nel 2013 dalla Labronica in liquidazione e nel 2014 e 2015 da Livorno Galoppo srl ,costituita da alcuni operatori ippici.
Dal 2016 l’ippodromo è rimasto chiuso ed abbandonato.
Il sindaco Nogarin si è preoccupato solo di minacciare sulla stampa azioni legali e costituire commissioni consiliari di indagine sull’operato della Labronica corse cavalli e dei suoi amministratori; tutte azioni finite ovviamente nel nulla.
Il nuovo sindaco Luca Salvetti ha inserito nel suo programma elettorale l’obiettivo della riapertura del Caprilli e nel 2021 il Comune ha deliberato un investimento per il restyling dell’impianto di 2,3 milioni”.