L’ippodromo di Siracusa compie 30 anni e festeggia con un weekend di corse ed eventi
Non è solo un compleanno: è la celebrazione di un luogo che ha fatto correre una regione intera verso il futuro. Siracusa è pronta a festeggiare i primi trent’anni di attività dell’ippodromo del Mediterraneo, nato nel 1995.
Per l'occasione l'impianto ospita il Meeting internazionale del Mediterraneo, in agenda il il 7 e l’8 dicembre con Gran premi e Campionati internazionali di trotto e galoppo, arricchiti da eventi collaterali di grande impatto artistico e culturale.
Domenica 7 dicembre, il Meeting si aprirà alle 15:35 con convegno di galoppo, la cui punta di diamante sarà il Premio Raffaele Festinesi: 11 mila euro di montepremi, 1200 metri di pista e 11 cavalli al via, tra cui i favoriti Land of Silk ed Every Promise, attesi da un possibile duello. Ma attenzione anche agli ospiti Muchas Gracias e Chiaroscuro, allenati dal team Endo Botti Galoppo, con riferimenti interessanti, ma con l’incognita della pista mai solcata.
Grande attesa anche per la condizionata riservata agli anglo-arabi, valida come tappa conclusiva del Campionato delle Isole, con Sicilia e Sardegna a contendersi l’edizione 2025. Sfida annunciata tra Bonmarchè, in ottima forma, e il rientrante Kaimano da Clodia, già plurivincitore sull’ impianto. La lotta per le piazze potrebbe riguardare Farid, Cuore Impavido e Federico Mio.
Spicca, inoltre, l’edizione 2025 del Memorial Daniela Ratti, sui 1500 metri della pista grande, con 11 cavalli di 3 anni ed oltre. Nonostante il top weight O’Galantuom si candida favorito. In tanti si presentano, però, idonei a salire sul podio. Meritano, innanzitutto, prima citazione: Hisan, esperto nello schema; Tenet che alza il tiro, ma ha ottima forma; e Islande Native che è rientrato bene e guadagna in perizia.
Ad aprire ufficialmente il Meeting sarà, dalle ore 15:00, la Banda musicale “Città di Avola”, che animerà il parterre e la tribuna con il calore della tradizione bandistica siciliana, regalando al pubblico suggestive atmosfere di festa, in perfetto contrasto con l’adrenalina delle corse.
A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera, la presenza dei binomi a cavallo del VI Reggimento lancieri di Aosta, che accoglieranno gli ospiti all’ingresso dell’impianto e presenzieranno con eleganza e solennità alle premiazioni ufficiali.
A onorare il territorio nelle due giornate del Meeting sarà la II edizione di Expo Med, rassegna dedicata alle eccellenze locali: spazi espositivi appositamente allestiti valorizzeranno i prodotti tipici della terra, offrendo ai visitatori un percorso tra sapori, tradizioni e cultura siciliana. Un’occasione per celebrare, accanto allo sport, anche l’identità del territorio che ospita da trent’anni uno degli impianti ippici più importanti d’Italia.
E, in apertura del weekend dell'Immacolata, il 6 dicembre è in agenda la presentazione del volume commemorativo celebrativo “Abbiamo fatto la storia dell’ippica in Sicilia – 1995/2025”.
Il libro, riccamente illustrato, ripercorre tre decenni di storia dell’ippodromo siracusano: dalla posa della prima pietra alla piena affermazione come uno dei poli ippici più moderni e dinamici d’Italia. Trecento pagine e centinaia di fotografie raccontano eventi, strutture, protagonisti, grandi premi, visite istituzionali e momenti che hanno segnato il percorso del Mediterraneo.
L’opera documenta la nascita dell’impianto e l’inaugurazione dell’8 dicembre 1995; le trasformazioni architettoniche e tecnologiche che lo hanno reso un modello nazionale; i momenti storici come il Carosello storico dei Carabinieri (1997, 2009, 2024), il G8 dell’Ambiente, il G7 dell’Agricoltura e le visite delle delegazioni del Connecticut; la crescita del galoppo e del trotto, con la presenza di grandi campioni e la nascita del Campionato fantini e guidatori del Mediterraneo e il ruolo dell’ippodromo come polo sociale, culturale e turistico del territorio.
I ricavi netti della vendita, per l’intero primo anno, saranno devoluti alla Caritas di Siracusa a sostegno delle fasce più fragili della popolazione. Una scelta che lega ancora una volta l’ippodromo alla comunità che lo ha accompagnato in questi tre decenni.