Snapt a Lollobrigida (Masaf): ‘Interventi urgenti e radicali per salvare l’ippica’
“Interventi urgenti” per preservare e migliorare la salute dell'ippica italiana, alla luce degli esiti delle recenti aste dei cavalli.
Li chiedono al ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, i membri dello Snapt – Sindacato nazionale allevatori proprietari trotto, con in testa Antonio Somma.
In una lettera, lo Snapt scrive: “Ci rivolgiamo direttamente a lei perché, ad oggi, le nostre esigenze, le nostre denunce, i nostri quesiti, come proprietari e investitori dell’intera filiera, non hanno ricevuto alcun riscontro. Le recenti aste, vero termometro dello stato di salute della filiera, hanno dipinto un quadro chiaro e inequivocabile, che solo i presenti hanno potuto osservare nella sua grave tragicità.
I dirigenti ippici sono stati totalmente assenti da tutte le aste in Italia, in tal modo ammettendo la propria totale indifferenza e per l’ennesima volta perdendo l’occasione per comprendere lo stato reale della nostra filiera. Nelle principali aste europee (Francia e Svezia) invece i dirigenti erano presenti per sondare l'andamento della filiera, confrontandosi con gli operatori alfine di comprenderne le esigenze”, sottolinea Somma.
Il commissario dello Snapt quindi rimarca: “Il fallimento della 'grande ippica italiana' è il risultato di questa disconnessione e al contempo di una gestione che si dimostra, ancora una volta, inadeguata.
La programmazione: (la finanziaria dell’ippica) La programmazione attuale, infatti, si basa su schemi in essere da oltre 25 anni, allorquando nascevano in Italia oltre 7/8 mila cavalli, a fronte delle attuali 2mila nascite. È evidente la buona volontà e l’impegno dei dirigenti che, purtroppo, non hanno le competenze tecniche per affrontare e gestire una situazione che è cambiata radicalmente negli anni. Pertanto, la programmazione necessita di essere completamente rivista e rifondata in modo da poter dare la svolta, di cui l’intera filiera ha tanto bisogno.
Lo stato degli ippodromi: A ciò si aggiunge lo stato di degrado delle nostre strutture. Gli ippodromi sono per la maggior parte fatiscenti, luoghi non sono all'altezza di un grande sport e che allontanano il pubblico. Non si può pretendere un'ippica moderna e attraente se i luoghi in cui si svolgono le corse sono fatiscenti e insicuri.
Abbiamo menzionato solo i problemi più gravi. La situazione attuale è del tutto insostenibile.
Serve un immediato e radicale cambiamento di cui l'attuale Governo – che ha dimostrato coraggio in tanti altri ambiti – dovrà farsi carico per la salvaguardia dell’ippica. È fondamentale uscire dai vecchi schemi per dare nuova linfa, entusiasmo e fiducia all'intera filiera ippica italiana. Nella fondata speranza che a breve riparleremo della grande ippica italiana”.