Albo Pvr, Chiacchio (Agsi): ‘Serve buonsenso, si rischiano caos e illegalità’
"Facciamo un appello al buonsenso e alla grande professionalità degli uomini di Adm, a tutela dei consumatori, imprese e erario. Il consumatore non deve essere disorientato. Siamo pronti al dialogo per risolvere al meglio ogni criticità".
Così Pasquale Chiacchio, presidente Associazione gestori scommesse Italia, interpellato sul rinvio al settembre 2026 dell’udienza del Consiglio di Stato sui ricorsi dei concessionari contro il provvedimento Adm dell’ottobre 2024.
Chiacchio mette subito al centro il tema che considera più urgente, ossia la tutela dell’utente e la necessità di regole applicabili nella pratica quotidiana, sottolineando che il rinvio deciso dal CdS lascia aperti nodi che ricadono direttamente sui gestori. "L’albo dei Pvr è sospeso", dice Chiacchio, "ma la vera criticità riguarda il limite dei 100 euro settimanali. per questo auspicavamo che, visto che il CdS non si è espresso, Adm intervenga differendo l’entrata in vigore dei 100 euro a dopo la decisione definitiva".
Il problema, sottolinea, è operativo prima ancora che normativo. “La Guardia di Finanza continua a fare controlli, ma un gestore non ha gli strumenti per limitare e controllare ogni singolo conto. Senza un sistema telematico centralizzato, il rischio di errori è inevitabile. Basti pensare che se un cliente carica 40 euro al mattino e torna nel pomeriggio per altri 80, e trova un operatore diverso, chi è che può sapere quanto ha già caricato?. Ma anche se ci fosse un solo operatore", aggiunge, "se uno gestisce 500 o 1000 conti, come può ricordarsi chi ha superato i 100 euro?".
Da qui l’appello prima di tutto al buonsenso, a tutela di consumatori, imprese ed erario, perché per Chiacchio l’effetto collaterale più pericoloso è lo spostamento verso circuiti non autorizzati. "Il cliente, scocciato da tutte queste limitazioni", spiega, "rischia di rivolgersi a canali illegali, dove invece tutto è consentito e non esistono limiti. E in tal caso il danno è doppio".
Da una parte, dunque, il rischio per i giocatori, che su canali illegali non hanno alcuna tutale, dall'altra la posizione degli operatori, che potrebbero trovarsi schiacciati tra controlli e responsabilità, rischiando l'assurdo: "Sì perché il gestore che sa di essere sanzionato", spiega Chiacchio, "può rivalersi sul concessionario, dato che solo il concessionario ha i dati a disposizione, innescando un meccanismo di contenziosi e un caos generale”.
Per questo Chiacchio ribadisce che "il limite dei 100 euro andrebbe rinviato a dopo il giudizio del CdS", e spiega che "questa non è una battaglia contro le regole, perché noi siamo sempre stati per le regole, ma queste devono essere chiare, semplici e non interpretabili".
L’associazione ha già chiesto un confronto diretto con l’Agenzia, ma "siamo in attesa che ci venga concesso. Vogliamo portare proposte concrete, perché il confronto è l’unico modo per affrontare le problematiche reali, tutelando sia i soggetti vulnerabili sia gli imprenditori. Siamo, e saremo, sempre pronti al dialogo".