Giochiamo.AI presenta Playsafe, il tool che predice il gioco problematico
Il gioco responsabile è al centro delle politiche del regolatore italiano dell’industria dell’intrattenimento e anche dei concessionari che stanno partecipando al bando di gara del riordino dell’igaming. Un altro driver di sviluppo ormai entrato nei processi delle società di gioco pubblico è senz’altro l’Intelligenza Artificiale. C’è chi, però, già stava lavorando da tempo su questa direttrice e ha un algoritmo proprietario già funzionante e con percentuali altissime di efficacia sull’azione diretta sui giocatori.
Parliamo di Giochiamo.AI, una software house basata proprio sull’intelligenza artificiale. Niccolò Caramatti, manager con 15 anni di esperienza nel settore dal lancio del poker online in Bwin ai daily fantasy sport, racconta la sua nuova avventura in questa nuova frontiera tecnologica: “Tutti parlano di AI ma la nostra realtà opera già da tempo nel mondo del gaming e ha sviluppato ulteriormente le sue caratteristiche sulle spinte normative del riordino del gioco online. Adesso Giochiamo.AI, grazie all’algoritmo Playsafe è in grado di predire se un player può rientrare in un comportamento di gioco patologico con percentuali di efficacia che vanno dal 79.5 all’83.5%. Percentuali altissime per un tool molto utile per qualsiasi concessionario che vuole gestire le situazioni di gioco patologico in modo etico”.
Playsafe, software e algoritmo proprietario, è stato elaborato dalla società che ha investito in questo progetto. Lo strumento in questione clusterizza i giocatori esistenti oltre a quelli considerati a rischio e consente di prendere delle decisioni e fare delle azioni per tutelare i player e arginare eventuali devianze verso il gioco patologico. “Il software si integra alla perfezione coi sistemi Crm delle concessionarie e l’operatore può decidere autonomamente quali azioni prendere, o mirate e dirette a limitare gli utenti considerati a rischio o inviare messaggi di qualsiasi tipo – prosegue Caramatti – Playsafe si può automatizzare ma sotto scelta e input del concessionario che sceglierà la sua strategia per la cura e la tutela dei giocatori”.