Gioco: con il Covid corre l’innovazione, specie nell’online
Il Covid-19 ha creato una instabilità nel mercato del gioco globale. Mentre quello terrestre è praticamente fermo e chiuso, la crescita del mercato nel 2021 è destinata a provenire dall’online.
Nella precedente analisi di Gioco News sull’impatto della pandemia, pubblicata sul numero di febbraio della rivista, si evidenziava che il mercato del gioco a distanza era già competitivo, ma la concorrenza si intensificherà nel 2021, per molti operatori oltre il tollerabile. Per rimanere in gara molti operatori devono offrire esperienze innovative, così da acquistare e fidelizzare i loro clienti.
Il mercato globale del gioco online è cresciuto da 58,96 miliardi di dollari nel 2019 a 66,7 miliardi di dollari nel 2020. Il numero dei giocatori, a livello mondiale, è aumentato notevolmente, in quanto molte persone sono chiuse in casa.
Una delle novità più significative è che la maggior parte degli operatori che non avevano un mercato online stanno ora investendo pesantemente per sviluppare la loro presenza su internet, mentre stanno arrivando nuove entità online, in quanto ne percepiscono l’opportunità.
Accessibilità è la nuova parola d’ordine: ecco perché il gioco tramite mobile sta crescendo in maniera esponenziale e gli operatori stanno investendo fortemente per adeguare i loro titoli a smartphone e tablet.
Il gioco è un attività nella quale milioni di persone indulgono ogni giorno, è un terreno fertile per l’innovazione, soprattutto in questo momento in cui tantissimi non hanno molte attività ludiche fuori casa.
Ma quando si parla di innovazione non ci si deve limitare al solo innalzamento del livello tecnologico, ma anche di innovazioni regolatorie, di marketing, di brand, di produzione e organizzazione organica, sia verticale che orizzontale, delle organizzazioni che fanno parte di questo settore.
Come continuiamo a far notare, l’industria del gioco è sempre stata da decenni all’avanguardia nel beneficiare dell’evoluzione della tecnologia, un beneficio che sta avendo un’ulteriore spinta con il Covid.
Gli operatori hanno compreso che devono variare e trasformare l’esperienza del gioco per fidelizzare i giocatori. Ma è anche vero che gli operatori non agiscono nel vuoto. La trasformazione più fondamentale nel mondo del gioco è soprattutto culturale: quello che era una volta un “peccato” è adesso accettato come un ‘attività ludica come tante altre. L’accettazione sociale del gioco, a parte il problema della ludopatia, non è lontana dall’accettazione dell’alcol come una variabile normale del consumo. Ma questa accettazione culturale porta con sé regolazioni, nuove aziende, prodotti più sofisticati, risorse, nuove tecnologie e innovazioni.
L’avvento di cloud computing ha permesso agli operatori di piazzarsi in qualsiasi angolo della terra e di offrire servizi a giocatori in varie giurisdizioni. Ma il cloud computing ultimamente offre anche un altro vantaggio: la possibilità di utilizzare dati con più intelligenza e sicurezza.
Il cloud computing non è un fenomeno nuovo, in qualche forma esiste dagli anni Cinquanta, ma all’inizio lo potevano usare solo i giganti del settore, come Ibm, tramite mainframes.
La democratizzazione dell’uso di applicazioni cloud è avvenuta con la nascita di Web 2.0 nel 2003 e la creazione di Amazon Web Services (Aws) nel 2006, il che ha permesso ad aziende piccole di accedere a servizi cloud a prezzi bassi.
Attualmente molti operatori sono totalmente dipendenti dal cloud computing, ma il 2020 è stato un anno trasformativo per il settore. Google e Microsoft hanno annunciato che lanceranno “clouds” dedicati solamente a videogiochi e si aspetta che Amazon faccia un annuncio simile. Questi cloud “dedicati” permettono ai giocatori di accedere a giochi sofisticati senza avere apparecchi di fascia alta. Il cloud computing, di recente, permette agli operatori di gioco di utilizzare un’innovazione interessante, il data modelling. Il modelling è tradizionalmente usato nel campo economico. Il modello usa dati statistici per predire risultati e ha bisogno che siano statici, storici e attuali per poterlo fare.
Per esempio la Gambling commision del Regno Unito ha costruito un modello super sofisticato per prevedere le vendite di lotterie per i prossimi tre anni,. Costruire questi modelli è estremamente costoso, ma il data modelling permette agli operatori di farlo a un costo accettabile. Il data modelling permette anche di predire il comportamento dei giocatori e i giochi a cui molto probabilmente sono interessati. Questo consente di sviluppare i giochi più desiderati, oltre che versioni migliori e innalzare la qualità dell’offerta.
Come notato prima, i costi del marketing e dello sviluppo della ricerca si stanno alzando esponenzialmente. Il cloud computing e il data modelling permettono agli operatori di fare campagne di marketing molto più mirate e di facilitare una fidelizzazione maggiore.
Ma Betfair è andata oltre, lanciando un programma, Betfair Predictions, che permette ai suoi giocatori di creare i propri modelli per scommesse sportive e per l’ippica.
Con l’avvento del 5G e dell’intelligenza artificiale, gli operatori possiederanno strumenti che pochi anni fa appartenevano solo ai governi di Paesi avanzati e che permetteranno ai giocatori di accedere a prodotti e servizi sofisticatissimi senza il bisogno di comprare apparecchi costosi.
Un altro trend dell’innovazione a cui prestare attenzione è la continua frantumazione di quella barriera che separava l’universo dei videogiochi e quello del gioco d’azzardo, soprattutto da due punti di vista, loot box (Lb) e realtà virtuale (Rv).
Le loot box sono una miscela tra un videogame, che per definizione è un gioco di abilità, e il gioco d’azzardo. È un gioco videogame dove si paga per comprare strumenti per proseguire a giocare nel livello più alto.
Ma quando si gioca si possono trovare strumenti utili o inutili (come una scommessa) e si possono anche vendere gli strumenti inutili a se stessi ma magari utili ad altri (modello Betfair). Un miscuglio di gioco di abilità e fortuna. Il fattore che lo può rendere un gioco d’azzardo è, quando vinci tramite abilità, la randomizzazione di quello che vinci. Fino ad adesso le loot box, che sono disponibili anche tramite Facebook, sono considerate come giochi di abilità, ma hanno un’alta variabilità di azzardo.
La Gambling commisssion del Regno Unito sta studiando se questi giochi devono essere regolati come se fossero un altro modo di fare scommesse virtuali.
Rv non è una tecnologia nuova, esiste da decenni, ma si è recentemente trasformata in un modo eccezionale, ed è usata in vari settori. Per esempio la si usa per formare piloti, chirurghi o addirittura per visitare musei in Paesi lontani. Ora è usata anche dagli operatori di gioco: se non puoi andare personalmente nei casinò puoi farlo virtualmente e molti loro siti la stanno adottando. Attualmente l’uso della Rv è ancora allo stato embrionale nel settore del gioco ma le cose cambieranno e un giocatore potrà passare la serata a Las Vegas o a Macao seduto nel suo salotto a Reggio Calabria. Attualmente gli sviluppatori di Rv stanno lavorando per creare un ambiente più “realistico” rispetto al mondo reale e i casinò sono all’avanguardia da questo punto di vista. La Rv permette ai giocatori di giocare a tempo reale insieme ad altri, parlare con essi o addirittura sedersi al bar del casinò con gli amici.
La Rv ha poi creato la strada per la creazione dell’augmented reality technology (Art), che in italiano si può definire come realtà aumentata. Essa crea un’illusione tra il reale e una realtà digitale simulata, creando un ambiente elettrizzante per i giocatori. La pandemia è un ostacolo per lo sviluppo di questa tecnologia in quanto il giocatore deve essere nel sito per godere di essa, ma il suo sviluppo futuro è certo.
L’embedded hardware authentication and behavioral analytics funziona così: oltre alla password l’operatore fornisce un “token”, una specie di gettone virtuale che il giocatore integra al suo conto.
Ehaba prende nota anche dell’internet protocol (Ip) del giocatore, che lo distingue da tutti gli altri in quanto è praticamente il suo indirizzo, la sua identità. Oltre a questo, il software analizza, tramite i dati di uso, anche il comportamento del giocatore e dunque, quando esso cambia di molto, si blocca l’accesso. Oltre alla sicurezza, il software permette agli operatori di analizzare il comportamento dei giocatori, così da sviluppare dei titoli con un margine più alto e che sappiano fidelizzare la clientela. La tecnologia permette anche di identificare giocatori che soffrono di ludopatia.
Uno degli esempi più significativi di ecosistema blockchain è offerto dal fenomeno della finanza decentralizzata, o DeFi, che quest’anno ha visto moltiplicare applicazioni, utenti e capitale investito (il cui valore è aumentato di 20 volte, arrivando a 21 miliardi di dollari) dimostrando la capacità di queste tecnologie di supportare servizi in grado di intercettare valore significativo rivolgendosi a un pubblico ampio e ridefinendo il ruolo degli intermediari.
La britannica Gambling commission ha già annunciato che gli operatori possono accettare e pagare vincite via moneta virtuale e molti operatori hanno già cominciato a usarla. Però il valore delle monete virtuali è instabile (il Bitcoin è passato da 36mila dollari a gennaio a 53mila il 23 febbraio scorso, tanto per fare un esempio) e quindi il loro valore subisce fluttuazioni considerevoli. Ma gli operatori non pagano commissioni bancarie.
Quelle del gioco cominciano ad assomigliare sempre più ad aziende di videogiochi e a piattaforme social come Facebook.
In conclusione, le innovazioni nell’universo del gioco d’azzardo sono così trasformative che cambieranno la faccia del mercato in una maniera dirompente. Inoltre, lo spostamento massiccio dal gioco terrestre a quello online, dove la competizione è selvaggia, costringerà gli operatori a lavorare duro per differenziarsi ulteriormente.