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Dl Sostegni 2, proroga concessioni gioco tra gli emendamenti

11 giugno 2021 - 13:58

Molti emendamenti al Dl Sostegni 2 chiedono di prorogare le concessioni di gioco, ma si parla anche di ippica, accesso al credito e tutela minori.

Scritto da Anna Maria Rengo

Numerosissime le proposte di modifica al decreto Sostegni 2 pervenute alla commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando in sede referente il disegno di conversione in legge. Si parla di oltre 4mila emendamenti, che renderanno necessario lo svolgimento di un ufficio di presidente, probabilmente martedì 15 giugno, per definire il numero di segnalati, mentre giovedì alle 14 dovrebbe scadere il termine per le segnalazioni, il che porta a ipotizzare che l'esame possa iniziare da lunedì 21 giugno.

Ma intanto, da una prima bozza di fascicolo delle proposte emendative emergono proposte abbastanza convergenti, da parte di vari gruppi politici, in materia di gioco pubblico, in particolare per quanto riguarda la proroga delle concessioni.

LA PROROGA DELLE CONCESSIONI - Più in dettaglio, il deputato di Forza Italia Mauro D'Attis, "in ragione della straordinarietà ed imprevedibilità dell'emergenza epidemiologica Covid-19 e dell'impossibilità attuale di delineare un quadro economico adeguato ad identificare l'equilibrio finanziario delle concessioni da mettere a gara" prevede che "il termine di scadenza previsto per tutte le concessioni in materia di gioco pubblico gestite dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, sia già in proroga che in vigenza, è prorogato a titolo oneroso". Quelle per la raccolta a distanza dei giochi pubblici "sono prorogate a titolo oneroso fino al 31 dicembre 2022, per consentire ai titolari delle stesse la partecipazione alla gara per l'assegnazione delle nuove concessioni (...) senza l'interruzione delle raccolta e dei proventi erariali", mentre quelle in materia di apparecchi da intrattenimento previsti dall'articolo 110, comma 6, "sono prorogate fino al 31 dicembre 2024. Gli oneri concessori dovuti per dette proroghe sono determinati calcolando il corrispettivo unitario pagato per i nulla osta di esercizio degli apparecchi da intrattenimento di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a) e l'importo dei diritti novennali degli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera b) del Tulps proporzionato alla durata della proroga posseduti da ciascun concessionario al 31 dicembre 2020".

Ancora, le concessioni di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati, "sono prorogate fino al 31 dicembre 2024", mentre le concessioni dei Giochi numerici a quota fissa, dei Giochi numerici a totalizzatore nazionale e delle Lotterie ad estrazione istantanea "sono prorogate di 36 mesi; tale proroga modifica le naturali scadenze di dette concessioni" e quelle del Bingo "sono prorogate al 31 dicembre 2024".

Nello stesso emendamento, D'Attis chiede che "nelle more dell'approvazione e attuazione del disegno di legge di riordino del settore giochi" sono "sospesi gli effetti espulsivi e limitativi di tutti i locali autorizzati alla raccolta del gioco adottati con provvedimenti delle Regioni o dei comuni con facoltà di reinstallazione in esercizio degli apparecchi rimossi a seguito dell'entrata in vigore dei suddetti provvedimenti" e "il numero dei diritti per la commercializzazione dei giochi pubblici presso i punti di vendita ed il numero dei Nulla Osta di esercizio per gli apparecchi da intrattenimento nonché i criteri per la loro distribuzione territoriale sono definiti con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze".

Un emendamento analogo a quello di D'Attis è a firma del deputato del Partito democratico Pietro Navarra, come pure un altro del deputato della Lega Massimiliano Capitanio, che però non fanno cenno alla sospensione dell'effetto espulsivo delle norme locali.

D'Attis presenta inoltre un secondo emendamento, meno articolato, nel quale prevede che "in ragione della straordinarietà ed imprevedibilità dell'emergenza epidemiologica Covid-19 e al fine di garantire la continuità delle entrate erariali, nonché la tutela dei giocatori e della fede pubblica attraverso azioni che consentano il contrasto al gioco illegale, i termini previsti dall'articolo 1, comma 727 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 lettera d), sono prorogati di ulteriori 6 mesi".

L'ACCESSO AL CREDITO - Anche Vita Martinciglio, del Movimento 5 Stelle, chiede "misure di sostegno alle attività di sale giochi e scommesse", che prevedono che "fino al 31 dicembre 2021, è sospeso in capo ai soggetti esercenti le attività di sale giochi e scommesse e collegate, l'obbligo di prestare le garanzie relative all'obbligo di riversamento dell'importo residuo della raccolta, rispetto alle scadenze contrattualmente stabilite" ma anche che, "in considerazione dei periodi di sospensione delle attività di raccolta disposti nel corso dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, in riferimento ai negozi e ai punti di gioco oggetto delle concessioni", l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, con propri provvedimenti da adottarsi entro sessanta giorni dalla entrata in vigore del presente decreto-legge, tenuto conto dei giorni di effettiva operatività nel corso del periodo emergenziale dei negozi e punti di gioco sportivi ed ippici oggetto delle riferite concessioni "ridetermina, secondo criteri di riduzione proporzionale, le somme effettivamente dovute a titolo di canone di concessione per il primo semestre dell'anno 2020 e per il primo semestre dell'anno 2021". La deputata chiede inoltre che "nei contratti bancari e negli atti amministrativi che prevedono accesso al credito con garanzia pubblica o a finanziamenti agevolati o indennizzi a fondo perduto per le imprese danneggiate dal blocco delle attività dovute all'emergenza sanitaria da Covid-19 sono nulle le clausole e le norme che prevedono l'esclusione delle imprese che operano nella raccolta di gioco pubblico a mezzo degli apparecchi di cui all'articolo 110 commi 6 e 7 del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, dalle agevolazioni sulla base della sola tipologia di attività. La presente disposizione si applica anche ai contratti stipulati in data antecedente l'entrata in vigore della presente legge di conversione".

GIOCO MINORILE E LEGALITA' - Gian Pietro Dal Moro (Pd) punta invece al "Rafforzamento delle misure di prevenzione del gioco minorile e della criminalità nelle sale autorizzate" e chiede che "l'accesso alle aree ove sono installati apparecchi di intrattenimento di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b) (...) è consentito esclusivamente previa verifica della maggiore età e della non presenza nel Registro nazionale di autoesclusione di coloro che intendano essere inibiti dall'attività di gioco" e che "le condotte elusive dei controlli di cui al comma 1 sono punite con le sanzioni amministrative previste dall'articolo 24, commi 21 e 22, del richiamato decreto-legge n. 98 del 2011, raddoppiate nell'importo e nella durata".
 
L'IPPICA - Giuseppe L'Abbate (M5S), ex sottosegretario al Mipaaf con delega all'ippica, è il primo firmatario di un emendamento che chiede la "Riduzione aliquote di prelievo delle scommesse ippiche a quota fissa": "Al fine di uniformare la tassazione nel settore delle scommesse ippiche a quelle sportive e di sostenere la filiera ippica colpita dall'emergenza pandemica Covid-19" (...) il prelievo per tutte le scommesse a quota fissa sulle corse di cavalli comprese nel programma ufficiale delle corse (...) è stabilito nella misura del 20 per cento, per la rete fisica, e del 24 per cento per il gioco a distanza. Il prelievo conseguito rimane destinato per il 33 per cento a titolo di imposta unica e per il 67 per cento al finanziamento dei montepremi, degli impianti e delle immagini delle corse nonché delle provvidenze per l'allevamento dei cavalli".
 

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