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Tar Lazio: 'Annullare piani regionali Gap e stanziamenti ministero'

20 ottobre 2017 - 10:42

Il Tar Lazio annulla piani regionali sul Gap e chiede valutazione diretta dell'Osservatorio del ministero della Salute, il Codacons annuncia esposto per danni erariali.

Scritto da Fm

 

È necessario che "l’Osservatorio effettui la propria valutazione direttamente sul corpo documentale dei Piani di attività e non esclusivamente su un rapporto di sintesi ministeriale che, anche per la sua estrema laconicità, non è idoneo a rendere edotto l’organo consultivo del contenuto del documento da valutare. Risulta infatti evidente come il documento ministeriale in alcuni casi (a mero titolo di esempio Basilicata, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Sicilia etc.) indica qualche contenuto generico, senza tuttavia dar conto delle azioni e delle sperimentazioni messe in campo dai proponenti, rendendo di fatto impossibile esprimere qualsivoglia valutazione di appropriatezza e di efficacia, mentre in altri casi (per esempio Lazio, Liguria, Lombardia etc.) si limita alla dizione 'valutazione positiva' senz’altro aggiungere".

 

Questa una delle motivazioni con cui il Tar Lazio ha accolto il ricorso del Codacons contro il ministero della Salute e l'Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, per l'annullamento del provvedimento di data ed estremi ignoti con cui il ministero della Salute ha approvato i piani delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano di Attività per il contrasto al gioco d'azzardo presentati ai sensi del combinato disposto dell' art. 1, comma 946, della legge n. 208/2015 e del d.m. del 6 ottobre 2016, nonché del connesso provvedimento che ha dato corso all'erogazione delle somme previste per la realizzazione degli stessi, nonché di ogni altro atto presupposto, conseguente e comunque connesso, anche se ignoto e/o sconosciuto ivi compreso il provvedimento con il quale l'Osservatorio ha espresso il proprio consenso all'approvazione dei Piani.

 
IL RICORSO - Il Codacons, componente dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, lamenta "che il parere previsto dall’art. 2, comma 3, del d.m. 6 ottobre 2016 sarebbe stato reso sugli esiti dell’istruttoria di verifica condotta dal Ministero della salute e non invece sui singoli Piani dei quali il rappresentante del Codacons aveva invece richiesto l’acquisizione integrale nella riunione dell’Osservatorio del 9 marzo 2017, sottolineando l’erroneità del metodo proposto e dichiarando la propria intenzione di non procedere ad alcuna approvazione senza aver prima esaminato la documentazione completa. In particolare, il Codacons lamenta che nella seduta del 27 aprile 2017 l’Osservatorio si sia limitato a valutare «un resoconto sintetico delle valutazioni dei Piani di attività condotte a livello ministeriale, completo delle relative tabelle esplicative», trasmesso dal Ministero, ed abbia quindi reso il proprio parere favorevole alla successiva erogazione dei finanziamenti alle regioni, senza la partecipazione al voto del rappresentante del Codacons che, pur presente, non aveva voluto procedere a valutare il solo documento di sintesi.
Da tale documento – costituito da sole tre pagine ed allegato n. 2 al verbale dell’Osservatorio del 27 aprile 2017 – ad avviso del ricorrente sarebbe impossibile ricostruire le linee di azione di ciascun Piano e, in alcuni casi, finanche il contenuto minimo degli stessi, con la conseguenza che il parere favorevole, reso in violazione delle norme procedurali regate dal regolamento ministeriale, costituirebbe l’esito illegittimo di un metodo istruttorio che avrebbe impedito la regolare esplicazione dei poteri consultivi dell’Osservatorio".
 
 
IL COMMENTO DEL CODACONS - "Alcune Regioni avevano addirittura già stabilito associazioni private di loro gradimento cui affidare i finanziamenti, senza alcuna gara e predeterminazione dei criteri oggettivi di selezione, e in assenza dello specifico parere dell'Osservatorio per la prevenzione della ludopatia. Ad esempio la Regione Toscana aveva deciso di affidare i fondi alla Federserd, associazione che è stata esclusa proprio dall'Osservatorio per conflitto di interessi con le società di gestione del gioco d'azzardo, e ad associazioni legate ai singoli consiglieri o di cui i consiglieri stessi facevano parte. Per non dire della Regione Campania, che aveva stabilito un contributo di 900.000 euro solo per il coordinamento dei progetti". Così il Codacons, attraverso una nota ufficiale commenta del Tar Lazio.  "Il Codacons esprime dunque grande soddisfazione per la sentenza del Tar che fa giustizia di un sistema inammissibile e clientelare, avallato dal Ministero della salute e dal Direttore Generale Raniero Guerra, quest’ultimo già finito nel mirino dei consumatori per la vicenda vaccini e il suo ruolo all’interno della Fondazione Glaxo. Proprio contro il Ministero della salute e il Dg Guerra, il Codacons presenterà ora un esposto alla Corte dei Conti, affinché apra una indagine sulla vicenda ai fini di eventuali danni erariali".
 

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