Crisi di Governo, i presidenti di Regione pro e contro Conte
Per conoscere i primi esiti della crisi di Governo bisognerà aspettare stasera, quando si avrà la conta alla Camera dei deputati, ma soprattutto domani, con il “verdetto” del Senato, dove la maggioranza è sempre stata più risicata ed è pesantemente in bilico dopo la defezione di Italia Viva.
Ma intanto, si moltiplicano anche le dichiarazioni – di stima e disistima – da parte dei governatori regionali che, in alcuni casi, hanno anche la leadership di una forza politica, nei confronti del premier Giuseppe Conte, intervenuto stamattina in Parlamento.
“Guardo attonito quanto sta accadendo, serve la maggior stabilità possibile. Mi auguro si trovi in fretta una soluzione solida. Serve un cambio di passo nell’azione di governo”, dice l’esponente Pd: “”Ho letto di veti su Renzi come di veti su Conte. E i veti personali sono la negazione stessa della politica e della funzione di governo. Bisognerebbe avere la capacità di guardarsi negli occhi e di confrontarsi sulle cose per trovare risposte concrete a beneficio dei cittadini e del Paese. Il resto è solo un danno diretto all’Italia”.
“Il caos di questi giorni sulla scuola ne è solo l’ultima dimostrazione. Delle due, l’una: o siamo, come sostengono il ministro della Salute e i suoi tecnici, alla vigilia di una nuova ondata Covid pericolosissima, tanto che il consulente di Speranza Ricciardi chiede addirittura un nuovo lockdown, e allora riaprire le scuole in zona arancione è una follia. Oppure non è così, i dati sul virus migliorano e allora oltre alle scuole riapriamo anche teatri, cinema, ristoranti, bar, palestre e piscine, con le dovute regole.
Non si può descrivere la situazione Covid secondo le necessità politiche.
Serve un Governo forte, serio, non condizionato dalle ripicche tra ministri e appeso a un pugno di voti sparpagliati, ammesso che quei voti ci siano.
Questa crisi rischia di essere l’ennesima occasione perduta. Per arroganza”.