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Dal Piemonte alla Sicilia, l'Italia del gioco scende (ancora) in piazza

10 maggio 2021 - 10:55

Settimana caldissima per i settori di gioco e intrattenimento, con numerose manifestazioni previste da Nord a Sud: oltre alle istanze di settore tutti chiedono una data per le riaperture.

Scritto da Daniele Duso

Settimana calda, anzi, caldissima per i settori del gioco pubblico e dell'intrattenimento. Centinaia, forse migliaia di persone, torneranno in piazza per chiedere al Governo in particolare una data certa per poter riprendere le attività. Oltre, ovviamente, alle istanze specifiche di ogni comparto, dalle problematiche delle donne del gioco a quelle di chi si trova sul capo la spada di Damocle di leggi regionali che vogliono restringere il campo di attività delle aziende che si occupano di gioco.

I primi a scendere in piazza domani, martedì 11 maggio, alle ore 11:30, saranno i rappresentanti dei parchi di divertimento, a rappresentare circa 60mila lavoratori (tra occupati fissi e stagionali). La manifestazione organizzata dall'Associazione parchi permanenti italiani, aderenti a Confindustria, si terrà a Roma, in Piazza del Popolo. Gli organizzatori vogliono portare in piazza una manifestazione pacifica è a misura di bambino, con con la presenza dei personaggi dei cartoon e delle mascotte dei parchi più conosciuti come Gardaland, Leolandia, Magicland, Mirabilandia, Zoomarine e gli altri parchi diverimento presenti sul territorio nazionale.

Sempre domani, 11 maggio, ma alle ore 15, in piazza Montecitorio a Roma prenderà il via una manifestazione nazionale per chiedere maggiore dignità per il settore gioco pubblico, organizzata da alcune delle maggiori associazioni rappresentative del settore: Acadi, Acmi, Agas, Agire, Agisco, Ascob, As.tro, Donne in gioco, Egp Fipe, Emi rebus, Res cogitans, Sapar, Sistema gioco Italia, Utis, tutte firmatarie di una lettera-appello per le riaperture inviata al premier Mario Draghi e al ministro dell'Economia e delle finanze, Daniele Franco.

L'iniziativa, in forma statica, come previsto dalla legge, si terrà tra via della Colonna Antonina e l'obelisco. I partecipanti si posizioneranno nel punto concordato con le forze dell'ordine, in modo da non creare intralcio al traffico nella zona. Il comitato organizzatore ricorda che targhe degli autobus, numeri di telefono e nome degli autisti, devono essere comunicati entro stasera alle mail donneingiocodonneingiocoac@libero.it .
 
Il giorno successivo, mercoledì 12 maggio, a partire dalle 9,30, è in programma una mobilitazione nazionale promossa dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Una protesta "diffusa", che si svolgerà davanti agli uffici delle prefetture dei capoluoghi di regione o davanti alle sedi dei consigli o delle giunte regionali, e interesserà tutto il Paese, con un comparto che si mobilita per salvaguardare il lavoro di almeno 150mila persone dipendenti delle migliaia di attività del settore del gioco pubblico.
 
Nel contempo continua, in Piemonte, il presidio davanti al palazzo della Regione per protestare contro l'applicazione della legge regionale, sempre in attesa che la maggioranza presenti il nuovo Ddl che la Lega aveva anticipato chiedendo la sospensione dell'iter di modifica della legge regionale del 2016, percorso arenatosi di fronte a decine di migliaia di emendamenti presentati dalle minoranze.

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