Ddl gioco, Rossi (Pd): ‘La Lega non pensa alla salute dei piemontesi’
“Lo avevamo anticipato: la destra torna nuovamente all’assalto della legge regionale per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico. Questa volta lo fa con un disegno di legge della giunta regionale. Al centro del nuovo testo la possibilità, per chi ha dismesso gli apparecchi come imposto dalle legge 9/2016, di rivolgere istanza per reinstallarli senza che ciò venga considerata nuova apertura. Fanno finta di non sapere che il problema è proprio l’eccesso di offerta degli ultimi decenni, a causa della quale è cresciuta la domanda ed è esplosa la patologia.
In poche parole si vorrebbero spostare le lancette dell’orologio indietro nel tempo così da far tornare le slot nei bar e nelle tabaccherie annullando di fatto i risultati ottenuti con la legge in vigore”.
Inutile che l’assessore Ricca ci racconti del milione di euro all’anno previsto nel nuovo testo per combattere la ludopatia: le risorse erano previste anche con la legge precedente, peccato che il presidente Cirio e la sua giunta non abbiano speso un centesimo a riprova dell’atteggiamento di questa maggioranza verso il gioco d’azzardo patologico.
Comincia ora un percorso in commissione e in consiglio. Sono curioso di capire come Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia supereranno le differenti posizioni in campo sul Gap mi auguro sia l’occasione per avere davvero i numeri istituzionali relativi alla questione occupazionale, che ad oggi non sono mai stati forniti dalla giunta regionale. Come forze di opposizione ribadiremo dati alla mano gli effetti della legge in vigore (ricordiamo soltanto che tra il 2016 e il 2019 i pazienti in carico ai servizi sanitari piemontesi per dipendenza dal gioco sono diminuiti del 20,6 percento e le perdite del 16,5 percento rispetto al una media nazionale dello 0,9 percento) e utilizzeremo ogni strumento politico per difendere il diritto alla salute dei piemontesi più fragili, nell’ottica di quanto previsto dalla nostra costituzione, per cui l’impresa privata non deve essere in contrasto con l’utilità sociale”.