Dl Sostegni, Baretta: ‘Dopo gli aiuti puntare sulla crescita’
Sembrerebbe confermato l’arrivo, entro questa settimana del decreto Sostegni, il provvedimento che manda in pensione i ristori del Governo Conte bis, e prevede nuovi indennizzi per circa 2,8 milioni di soggetti (partite Iva comprese), con somme comprese tra i 4 mila e i 200 mila euro.
Attesi anche dal mondo del gioco, in lockdown per 9 mesi su 12 fra il 2020 e il 2021.
Soprattutto “nel modo di erogare gli aiuti, passando per esempio dal parametro del codice Ateco (l’indicatore Istat per le categorie produttive, Ndr) a quello del fatturato, anche per evitare i soliti sussidi a pioggia, individuando i settori prioritari rispetto ad altri. E ora questo decreto è figlio delle novità apportate da quello precedente.
Sì e infatti trovo forzato pretendere una forte spinta innovativa in questo ultimo decreto. Voglio dire, siamo nel bel mezzo della terza ondata e siamo tornati in una situazione di emergenza, per cui termini come sostegno e ristori sono ancora molto attuali. Tuttavia, da adesso occorre una svolta“.
E anche dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che chiede di porre fine a “dibattiti surreali e polemiche da campagna elettorale” e di concentrare le forze sul nuovo decreto. “Dobbiamo già programmare anche un nuovo scostamento di bilancio.
Oltre ai 32 miliardi del prossimo decreto, servono altri fondi per contrastare l’emergenza e supportare imprese, lavoratori, partite iva, autonomi e famiglie. A loro è stato chiesto di fare sacrifici con ulteriori chiusure per fermare la diffusione del virus e a loro vanno dati aiuti concreti, con celerità.
Bisogna lavorare sodo.
Capisco bene cosa state vivendo, è un momento complicato, da oltre un anno ormai stiamo attraversando questo incubo, ma vi assicuro che ne usciremo. Il MoVimento 5 Stelle, come sempre, darà ascolto a tutti”
Dal senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi, capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, che nei prossimi giorni dovrebbe occuparsi anche della discriminazione operata dalla banche nei confronti del comparto al leghista Mino Minardo fino a Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl.
“Tra bonus economici, cassa integrazione, assunzioni/investimenti nella sanità, sospensione e taglio delle tasse, ristori, sussidi, contributi a fondo perduto, etc., l’anno scorso ogni cittadino italiano ha ipoteticamente ricevuto 1.979 euro dallo Stato per fronteggiare gli effetti negativi provocati dalla pandemia, contro una media dei Paesi dell’Area Euro che si stima in 2.518 euro pro capite (+539 euro rispetto alla media Italia).
Sebbene siamo stati la nazione che in Europa ha registrato il più alto numero di vittime a causa del Covid e, contestualmente, abbiamo subito il crollo del Pil tra i più rovinosi di tutta l’Ue, nel confronto con i principali Paesi dell’Unione siamo, assieme alla Spagna, coloro che hanno ‘aiutato’ in misura più contenuta i propri cittadini/imprese”, si legge in un approfondimento diffuso dalla Cgia.
“L’Austria, ad esempio, ha erogato 3.881 euro per ogni abitante (+1.902 euro rispetto a noi), il Belgio 3.688 euro (+1.709 euro), i Paesi Bassi 3.443 euro (+1.464 euro), la Germania 2.938 (+ 959 euro) e la Francia 2.455 euro (+476 euro rispetto all’Italia). Solo la Spagna, con 1.977 euro pro capite, ha stanziato leggermente meno di noi (-2 euro).
Questa comparazione, riferita al 2020, ovviamente non include i 32 miliardi di euro di scostamento di bilancio che sono stati approvati dal Parlamento italiano nello scorso mese di gennaio e che, nei prossimi giorni, dovrebbero consentire l’approvazione del ‘decreto Sostegno'”.
Dalla Cgia quindi fanno sapere che “nessuno mette in discussione il diritto/dovere del Governo di introdurre delle limitazioni alla mobilità e imporre la chiusura delle attività economiche al fine di tutelare la salute pubblica. Quello che gli operatori contestano è che gli indennizzi economici fino ad ora erogati alle attività che sono state costrette a chiudere sono arrivati in grave ritardo e sono stati del tutto insufficienti. Negli ultimi mesi, inoltre, la situazione è addirittura peggiorata. A seguito dei mini-lockdown imposti negli scorsi mesi di novembre e dicembre, a distanza di quasi 2 mesi e mezzo i risarcimenti devono ancora essere definiti e, conseguentemente, stanziati. Un ritardo che sta mettendo in seria difficoltà economica tantissime micro e piccole attività commerciali ed artigianali”, fra le quali, lo ricordiamo, ci sono anche quelle di gioco, spesso dimenticate, anche se legali.
Il decreto Sostegno non convince ancora, secondo la Cgia.
“Sebbene sia stata superata la logica dei codici Ateco, il nuovo decreto Sostegno, in fase di definizione in questi giorni dal Governo Draghi, non persuade ancora gli artigiani e i piccoli imprenditori mestrini. In primo luogo perché i tempi di erogazione si stanno allungando ingiustificatamente; in secondo luogo perché pare che questa misura non includa ancora stanziamenti pubblici in grado di compensare una percentuale significativa dei mancati incassi, ma nemmeno parte delle spese fisse che le attività, in particolar modo quelle chiuse per decreto, continuano a sostenere“.