Governo Draghi al via: la svolta del Paese, la speranza del gioco
Il governo di Mario Draghi inizia il cammino con il giuramento al Colle e la classica cerimonia della campanella, con il passaggio di consegne tra il premier uscente e quello entrante. Dopo la lista dei ministri annunciata nelle scorse ore che ha dato il via a una serie di analisi, commenti e valutazioni, in chiave politica ed economica.
Tra i 23 profili (8 donne e 15 uomini) individuati da Draghi per governare il Paese – anticipati su queste pagine – si individuano varie conferme, ritorni, ma anche qualche novità. Con una distribuzione di posti che mira ad accontentare tutte le principali forze politiche che compongono la nuova maggioranza, pur riservando a dei “supertecnici” i dicasteri chiave per il rilancio del Paese e – in particolare – per l’utilizzo dei fondi che arriveranno dall’Europa attraverso il Recovery fund: oltre al Ministero dell’Economia, affidato al fedelissimo Daniele Franco (che ha servito da sempre in Banca d’Italia e ed è stato anche Ragioniere generale dello Stato), Mario Draghi ha messo in mano le due transizioni “cuore” del Recovery Plan e del pacchetto Next generation Eu a due tecnici di altissimo profilo: quella ecologica al fisico visionario Roberto Cingolani, quella digitale al supermanager Vittorio Colao, già chiamato a capo della task force per la ripartenza durante il governo Conte bis. La vera sorpresa, forse, è l’assenza di un ministero per i rapporti con l’Europa, ma è facile capire il perché: visto che l’Europa è ovunque, potremmo dire, in questo governo, ed è prima di tutto incarnata dallo stesso Draghi, che ne rappresenta il massimo garante.
I RISVOLTI PER IL GIOCO PUBBLICO – Guardando al nuovo esecutivo dalla parte del gioco pubblico, i buoni auspici e le speranze degli addetti ai lavori del primo momento sono senz’altro mantenuti anche all’indomani della composizione e dell’assegnazione dei ministeri. In primis perché a uscire depotenziata, evidentemente, è la linea populista e filo-ideologica rappresentata da una parte dei precedenti governi che viene, anzi, decisamente scardinata dal nuovo assetto dell’esecutivo: dichiaratamente europeista e all’insegna della concretezza. E già questa, dunque, è una buona notizia per il settore, che da sempre non chiedo altro che poter essere guardato in modo “normale”, quindi concreto, come ogni altro settore. Cosa che ci si aspetta sicuramente da questo governo. Meglio ancora perché nella nuova squadra di ministri si individuano diversi volti noti della politica italiana, con precedenti esperienze di governo e che hanno già affrontato, a vario titolo, anche la materia del gioco pubblico. Dal nuovo ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, già vice ministro dell’Economia nella stessa legislatura, al nuovo leader del Mise, Giancarlo Giorgetti. Passando per il ritrovato ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, intervenuto più volte sul gioco.
Al di là delle persone, tuttavia, il nuovo governo convince soprattutto per il disegno strategico sui temi, dal quale potranno scaturire tante novità, anche per questo settore. Pur necessitando di alcuni raccordi – fondamentali – tra i diversi dicasteri. Non solo con il Mef, al centro di ogni politica e riforma, ma anche tra gli altri ministeri, di vecchia e nuova concezione. Pensando per esempio all’innovazione digitale in chiave di industria (Mise) e macchina pubblica (Pa), che dovrà interessare da vicino anche i giochi, attraverso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ma anche in chiave più operativa, tenendo conto dell’elevato tasso di innovazione e tecnologia che contraddistingue, da sempre, l’industria del gioco pubblico. Anche se di questi aspetti e di tali virtù, non si vuole mai parlare: con la speranza che da questo momento in poi, invece, si possa iniziare a farlo, una volta smarcati gli antichi tabù e accantonata la visione populista e ideologica della realtà.
In effetti, puntando su tecnologia e digitale, i benefici potrebbero essere notevoli per il settore e per l’intero paese, senza dover guardare necessariamente o esclusivamente alle innovazioni in termini di prodotto. Sfruttando le nuove tecnologia e il piano sulla banda larga che sarà chiamato a gestire Colao, oltre a nuovi servizi potrebbero essere implementate anche tante altre soluzioni di controllo e gestione dei giochi, ma anche di prevenzione e tutela dei consumatori, per un ulteriore salto di qualità dell’intero sistemo, che potrebbe consentire il raggiungimento di una vera e piena sostenibilità. Magari anche con il supporto di una riforma generale e di quell’auspicato riordino che, ci si augura, possa essere l’unico argomento di base proveniente dai precedenti governi che possa essere mantenuto.