Lavoratori spettacolo, Camera: ‘Il 4,5% occupati in imprese legate al gioco’
Si parla anche di gioco nell’Indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo esaminata ed approvata dalle commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera dei deputati nella seduta del 21 aprile.
Nel testo infatti si legge: ” Le imprese in cui sono occupati i lavoratori dello spettacolo sono distribuite per attività economica fra circa 60 divisioni della classificazione Ateco. Il 91,2 percento delle relazioni lavorative coinvolge imprese di sole cinque divisioni: 198.968 posizioni lavorative, il 54,4 percento del totale, hanno una relazione lavorativa con una impresa che svolge la sua attività principale nella divisione ‘Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore’; il 16,4 percento nella divisione ‘Attività sportive, di intrattenimento e di divertimento’; il 10,1 percento nella divisione ‘Attività creative, artistiche e di intrattenimento’; il 4,5 percento nella divisione ‘Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco’; il 4,4 per cento nella divisione ‘Attività di programmazione e trasmissione’ e l’1,4 per cento nella divisione ‘Attività di ricerca, selezione, fornitura di personale’.
Mentre la divisione ‘Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore’ è caratterizzata da rapporti di lavoro particolarmente frammentati, con una durata mediana nell’anno pari a 3 giorni e un numero mediano di ore retribuite nell’anno pari a 17,5, per le divisioni ‘Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco’ e ‘Attività di programmazione e trasmissione’ si osservano rapporti di lavoro stabili nell’anno, durata mediana annuale pari a 365 giorni e mediana del numero di ore retribuite annuali superiori di venti volte al dato complessivo riferito al totale dei rapporti di lavoro dello spettacolo”.
alla natura del rapporto di lavoro quale presupposto dell’obbligo assicurativo, lo ha fatto espressamente. È il caso, a titolo esemplificativo, degli ‘impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco’, per i quali l’obbligo di iscrizione insorge solo qualora sussista un rapporto di lavoro dipendente”.