Manovra 2026, Federculture: ‘Utili del gioco per Fondo cultura e Art bonus’
“Destinare una quota minima – anche solo l’1 percento – degli utili del gioco legale al Fondo per la cultura e all’ampliamento dell’Art bonus. Una misura di responsabilità sociale che consentirebbe di trasformare parte dei proventi del gioco in investimenti per la collettività”.
A lanciare questa proposta è Andrea Cancellato, presidente di Federculture, in un'intervista al quotidiano la Repubblica, in cui fa il punto sulla Manovra 2026 e le possibili misure per il comparto culturale.
Il presidente di Federculture poi interviene anche sul divieto di pubblicità di giochi e scommesse: “La misura ha prodotto un effetto collaterale inatteso, e il fenomeno del gioco non si è ridotto, né in termini di raccolta complessiva né di diffusione. I dati mostrano, al contrario, una crescita costante dei volumi”.
Da qui l'idea di ricorrere al gioco come “supporto” per la cultura. “Ci rendiamo conto che finanziare la cultura con il gioco d’azzardo può esserlo, ma prendiamo atto della situazione. Con risorse limitate e impossibilità ad aumentare spesa, bisogna trovare però un modo per finanziare la spesa. Va rimodulata la spesa oppure li andiamo a prendere dove ci sono. Preso atto che il fine di contrasto alla diffusione del gioco introdotto con il decreto Dignità nel 2018 non ha funzionato, chiediamo di poter riaprire quel canale di finanziamento e usarlo per il nostro settore”.
Cancellato propone poi di “Ampliare l'utilizzo dell’Art bonus, che permette di portare il finanziamento della cultura in credito di imposta. Allargare lo spettro di applicazione della misura attiverebbe risorse aggiuntive, non c’è dubbio. Basti pensare che il Fondo cultura, aperto presso l’Istituto per il credito sportivo e culturale, con una dotazione di 10 milioni quest’anno ne ha mobilitati 90. Questo dovrebbe far capire che la cultura non è un lusso, è una leva strutturale di crescita economica, innovazione e coesione sociale per il Paese”.
Con un appello al ministro della Cultura Alessandro Giuli e ai parlamentari per inserire le misure in Manovra, ricordando che “se si investe in cultura si migliora anche il Paese”.