Manovra 2026, nuovo rallentamento: posticipata la commissione Bilancio

La commissione Bilancio, annunciata per ieri, domenica 14 dicembre, è stata riconvocata per oggi alle 14. A quindici giorni dall'esercizio provvisorio e sulla manovra ancora neanche un voto.
Scritto da Daniele Duso

A quindici giorni dall'esercizio provvisorio governo e maggioranza continuano a riscrivere la legge di bilancio con emendamenti che arrivano a singhiozzo in commissione senza trovare l'intesa sufficiente per avviare i lavori.

Così l'agenzia giornalistica Ansa annuncia lo slittamento del voto sulla manovra 2026 dopo che la commissione Bilancio del Senato, attesa al lavoro nella serata di ieri, domenica 14 dicembre, è stata sconvocata e riconvocata per le 14 di oggi, lunedì 15 dicembre.

Se dall'opposizione qualcuno grida al "bullismo istituzionale", dagli scranni della maggioranza si prova a minimizzare: "quando c'è un quadro completo anche concordato nelle modalità con la minoranza, se si vuole si va molto rapidi", ha dichiarato il relatore della legge di Bilancio, Guido Liris (FdI), mettendo le mani avanti su un possibile ostruzionismo delle opposizioni.

Intanto il Paese resta alla finestra, con molti temi caldi ancora da chiarire. Tra gli emendamenti che ancora devono essere depositati c'è il pacchetto sugli enti locali e alcune novità sulla sicurezza sul lavoro, ma si attende anche la riformulazione dell’emendamento sull’oro di Banca d’Italia, oltre ai finanziamenti alle Tv locali e alla nuova tassa sui pacchi, per citare solo i temi che più hanno fatto notizia nei giorni scorsi.

Attesa anche per il settore del gioco, che guarda al testo della legge di Bilancio dove al momento c'è lo stanziamento di 80 milioni di euro per il 2026 destinati al Fondo per l’attuazione della delega fiscale per la riorganizzazione della rete fisica in materia di giochi pubblici.

Per quanto concerne gli emendamenti si attende di conoscere la sorte di quelli sul Fondo per il contrasto delle ludopatie targato Partito democratico, sulla cosiddetta “tassa dei 500 milioni” istituita dalla legge di Stabilità del 2025 e le controversie in materia di scommesse ippiche presentato da Fratelli d'Italia, ma anche su quello relativo all'eliminazione del divieto di pubblicità “anche indiretta” del gioco previsto dal decreto Dignità varato nel 2018.

IL TESTO SUL FONDO PER IL CONTRASTO ALLE LUDOPATIE –  Va avanti la riformulazione dell'emendamento 91.0.2 a firma di Cristina Tajani (Partito democratico), che propone l’introduzione del “Fondo per il contrasto delle ludopatie” presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con uno stanziamento annuale di 150 milioni di euro. Reperendo tali risorse non più dall’aumento della tassazione sul gioco, ma razionalizzazione e revisione della spesa pubblica; oppure “Qualora le misure previste dai precedenti periodi non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli indicati, sono disposte misure di entrata da lotta all’evasione e di rimodulazione ed eliminazione dei sussidi dannosi per l’ambiente”.

Di seguito il testo 2 dell'emendamento 91.0.2 presentato dalla senatrice Tajani.

Dopo l’articolo 91, è inserito il seguente: « Art. 91-bis. (Fondo per il contrasto delle ludopatie) 1. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituto, il “Fondo per il contrasto delle ludopatie”, con una dotazione iniziale pari a 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2026, al fine di finanziare tutte quelle attività necessarie per diffondere la consapevolezza del gioco re27 novembre 2025 – 51 – 5 a Commissione sponsabile e contrastare fenomeni ludopatici che possono nuocere all’individuo e alla sua famiglia. ». Conseguentemente, all’articolo 129, dopo il comma 15, aggiungere il seguente: « 15-bis. Entro il 28 febbraio 2026, mediante ulteriori interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, con esclusione delle spese commesse a salute, welfare, istruzione, università, ricerca, stipendi, assegni, pensioni e altre spese fisse, enti territoriali, formazione, 5 per mille delle imposte sui redditi delle persone fisiche e ambiente, sono approvati provvedimenti regolamentari e amministrativi, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, che assicurino minori spese pari a 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2026. Qualora le misure previste dai precedenti periodi non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli indicati, sono disposte misure di entrata da lotta all’evasione e di rimodulazione ed eliminazione dei sussidi dannosi per l’ambiente (Sad) di cui all’articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. A tal fine, entro il 30 aprile 2026, il Ministero dell’economia e delle finanze, individua le misure atte a garantire maggiori entrate dalla lotta all’evasione fiscale e di concerto con Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, sentito e il Ministero delle imprese e del made in Italy, sono individuati, senza determinare aumenti della pressione fiscale complessiva e salvaguardando le famiglie e le imprese più vulnerabili, i sussidi di cui all’articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, oggetto di rimodulazione ed eliminazione, con priorità per quelli che possono determinare procedure di infrazione per il contrasto con le normative europee, al fine di conseguire risparmi di spesa o maggiori entrate non inferiori a 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2026. ».

L'EMENDAMENTO SU TASSA DEI 500 MILIONI E I MINIMI GARANTITI – Si aspetta il voto anche sull'emendamento contraddistinto dal numero 28.0.2 (testo 2) e recante la firma dei senatori di Fratelli d'Italia Ambrogio, Mennuni, Russo, Gelmetti, Nocco, che invece si occupa della cosiddetta “tassa dei 500 milioni” istituita dalla legge di Stabilità del 2025 e delle controversie in materia di scommesse ippiche.