Manovra 2026: parte l’esame al Senato e da lunedì le audizioni, gioco alla finestra
Con le comunicazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, ieri, giovedì 30 ottobre, ha preso ufficialmente il via la sessione di bilancio al Senato. Al centro dei lavori parlamentari il disegno di legge sul Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (A.S. 1689), assegnato in sede referente alla Commissione Bilancio.
Le altre commissioni coinvolte, Affari costituzionali, Giustizia, Affari esteri e difesa, Unione europea, Finanze, Cultura e istruzione, Ambiente e lavori pubblici, Industria e agricoltura, Sanità e lavoro, sono chiamate a esprimersi in sede consultiva, e dovranno trasmettere i propri pareri alla commissione Bilancio entro il 10 novembre.
Al momento non sono ancora ufficialmente partiti i lavori della legge di Bilancio: l’incardinamento è stato rinviato alla settimana prossima, e al momento non sono stati decisi nemmeno i relatori.
DA LUNEDÌ LE AUDIZIONI – Lunedì 3 novembre alle 9.30 prende il via la lunga maratona di audizioni sulla manovra economica, con oltre settanta soggetti convocati dalla commissione Bilancio per esprimere valutazioni e proposte. Si parte con l’Associazione nazionale per l’industria e il terziario (Anpit), lo Svimez e l’Istituto italiano di tecnologia, seguiti dalle principali realtà del settore immobiliare, come Federcasa e Aigab, e da rappresentanti dell’autotrasporto, dell’ambientalismo — tra cui Legambiente, Wwf e Greenpeace — del terzo settore, della sanità, delle professioni e delle piccole e medie imprese. Nella stessa giornata sono previste anche le audizioni di Asvis, Mediocredito Centrale e Alleanza contro la povertà.
Martedì sarà la volta dei sindacati, con Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Cisal e Usb, seguiti dalle principali associazioni di categoria: Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Cna. A seguire, interverranno le organizzazioni agricole — Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri — insieme ad Ance, Confedilizia e Ania.
Mercoledì pomeriggio toccherà agli enti locali, con Anci, Upi, Uncem, Regioni e Province autonome, e all’Associazione bancaria italiana. La giornata conclusiva, giovedì 6 novembre, sarà particolarmente densa: in mattinata interverranno Istat, Cnel, Banca d’Italia, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare di bilancio, mentre alle 14.30 è attesa l’audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
IL GIOCO ALLA FINESTRA – Al momento nel testo della Manovra non si parla prettamente di gioco al di là dell'ordinario: dal gioco tuttavia si attendonoentrate pari a circa 13 miliardi di eurocon una annunciata riduzione delle entrate relative al prelievo erariale degli apparecchi di gioco pari a 363 milioni". Al momento l'unico riferimento con caratteristiche di novità è al settore ippico, con il Ddl titolato “Disposizioni in materia di riforma del settore ippico”, collegato alla Manovra.
IL DIBATTITO SUI PUNTI CHIAVE – Nel frattempo, tra dichiarazioni e interviste, è già partito il dibattito, con l’opposizione che attacca duramente quella che definisce “una manovra esigua nello stanziamento (18,7 miliardi di euro), che non dà risposte concrete alle famiglie e alle imprese”, mentre Giorgetti ribadisce (lo ha fatto in più occasioni) che la legge di bilancio punta a “conciliare responsabilità nei conti e crescita, con un impatto zero sul deficit e allo stesso tempo il taglio delle tasse”. Tra le misure principali, spicca la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35 percento al 33 percento per i redditi fino a 50mila euro, insieme alla nuova edizione della rottamazione e al superammortamento per le imprese.
Nel corso dell’iter parlamentare, ha assicurato la sottosegretaria all’Economia Sandra Savino in un’intervista all’Adnkronos, “si potrà intervenire su specifiche misure senza compromettere l’equilibrio complessivo”. L’esponente di Forza Italia ha aggiunto: “Lavoreremo, partendo dalla commissione Bilancio del Senato, per rendere questa manovra ancora più vicina ai bisogni concreti di famiglie e imprese”, senza però entrare nel dettaglio delle norme che potrebbero essere riviste.
I NODI CALDI – I nodi più caldi sono già emersi: dal rialzo della tassa sugli affitti brevi tramite piattaforme digitali — che riguarda la quasi totalità del mercato — al contributo straordinario richiesto alle banche. L’aumento della cedolare secca sulle locazioni brevi, da 21 percento a 26 percento, ha provocato reazioni critiche anche all’interno della maggioranza, oltre che da parte delle associazioni di settore. Non meno contestato il prelievo da 4,5 miliardi in tre anni previsto per gli istituti bancari, che ha incontrato la netta contrarietà di Forza Italia.
Tra i temi su cui potrebbe maturare un’intesa trasversale con le opposizioni, si segnalano i meccanismi per facilitare l’accesso al nuovo piano Transizione 5.0. In ogni caso, come ha già chiarito il ministro Giorgetti, ogni eventuale modifica dovrà avvenire “a saldi invariati”.