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Nuova legislatura: Ignazio La Russa eletto presidente del Senato

13 ottobre 2022 - 15:21

Con 116 voti Ignazio La Russa succede a Maria Elisabetta Alberti Casellati, ma a tener banco sono gli screzi tra il primo partito e Forza Italia, che decide di non sostenere il candidato FdI.

Scritto da Daniele Duso
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Ignazio Benito Maria La Russa, 75 anni, è da oggi, 13 ottobre, il nuovo presidente del Senato. L'esponente di Fratelli d'Italia viene eletto con 116 voti, ma proprio sulla sua elezione si registra una prima grossa spaccatura nel centro-destra, con Forza Italia che decide di non appoggiare La Russa che, poco dopo, riceve anche un insulto da uno degli alleati storici, Silvio Berlusconi.

E sono proprio le tensioni tra Forza Italia e Fratelli d'Italia a tenere banco in questa giornata, con i forzisti che mal digeriscono il modus operandi di questi giorni evidenziato da Giorgia Meloni (che ancora non ha ottenuto l'incarico, ma probabilmente è questione di giorni) nella selezione della rosa dei candidati al prossimo esecutivo, e lo dimostrano negando l'appoggio al suo braccio destro. Non proprio un dettaglio, dato che si sapeva che l'esito del voto sui presidenti di Camera e Senato potrebbero dipendere anche le future trattative in seno alla maggioranza per la composizione del nuovo Governo.

Poco male, perché La Russa ottiene comnque una larga maggioranza. Per arrivare a 116 voti escludendo Forza Italia (a parte Belusconi e Elisabetta Casellati, unici a votare La Russa per "dare un segnale di apertura") il neopresidente è probabile abbia ricevuto almeno 16 voti dalla minoranza (e lo ha sottolineato nel suo primo discorso), o dai senatori a vita (anche se Segre non ha votato e Napolitano era assente).

66 sono invece state le schede bianche e due i voti ciascuno per Liliana Segre e per Roberto Calderoli.

La Russa, parlamentare dal 1992, succede così a Maria Elisabetta Alberti Casellati, rimasta in carica dal 23 marzo 2018. Raggiunge la seconda carica dello Stato dopo essere stato, nelle precedenti legislature, vicepresidente della Camera tra 1994 e 1996, ministro della Difesa nel governo Berlusconi IV, tra 2008 e 2011, e vicepresidente del Senato (dal 28 marzo 2018 al 12 ottobre 2022).

"Anche in questa legislatura ci si aspetta e si parlerà di riforme. Non dobbiamo favoleggiare il 'tutto e subito', ma soprattutto non bisogna temerle. Bisogna provare a realizzarle insieme. E al Senato può spettare il via alla necessità di aggiornare, non la prima parte che è intangibile, ma quella parte della Costituzione che dia più capacità di dare risposte ai cittadini e di appartenere alla volontà del popolo". Così il presidente del Senato nel suo primo discorso dopo la votazione. Si è detto convinto che "il Senato possa farlo, in vari modi: l'importante ci sia volontà politica di realizzarle queste riforme".

Ricorda le vittime del terrorismo degli anni '70, "ragazzi di ogni colore che hanno perso la vita per i loro ideali o solo perche si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Di nomi ne potrei e dovrei fare tanti", continua, citando il commissario Luigi Calabresi e Sergio Ramelli "che ho conosciuto e di cui sono stato avvocato di parte civile" e "due di sinistra, i cui assassini non sono mai stati individuati, Fausto e Iaio, alla cui memoria mi inchino".

E parlando di Liliana Segre, oggi nominata presidente del Senato per qualche ora, sino alla votazione: "Ho voluto omaggiare, non proforma ma dal cuore, portare fiori alla senatrice a vita Segre che ha parlato di tre date alle quali non voglio fuggire: il 25 aprile, il  primo maggio e il 2 giugno. Io vorrei aggiungere la data di nascita del Regno d'Italia che prima o poi dovrà assurgere a festa nazionale. Queste date tutte insieme vanno celebrate da tutti perchè solo un'Italia coesa e unita è la migliore precondizione per affrontare ogni emergenza e criticità".

"Il mio è un compito di servizio", aggiunge infine, "non devo cercare oggi agli applausi, non devo dire parole roboanti o captare la vostra benevolenza. Lo dovrò fare ogni giorno, le scelte che dovrò fare a volte piaceranno a volte non piaceranno. Non c'è bisogno di parole che suscitano un applauso, ma solo di una sincera promessa: cercherò con tutte le mie forze di essere il presidente di tutti". 

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