Pagano (Pd): ‘Servizi bancari a gioco, Governo intervenga’
“I conti correnti sono servizi pubblici essenziali e, in quanto tali, non possono essere negati“. Uno dei temi più controversi dell’ultimo periodo, quello degli istituti di credito che negano l’accesso ai loro servizi ad aziende e lavoratori del settore del gioco, è al centro dell’interrogazione del deputato Ubaldo Pagano (Pd) al ministro dell’Economia e delle finanze, Daniele Franco.
“Con precedenti interrogazioni parlamentari – ha ricordato Pagano – è stato posto all’attenzione del Ministro interrogato il tema delle chiusure dei rapporti di conto corrente ad opera di alcuni istituti di credito nei confronti delle aziende di gioco pubblico; tale fenomeno, nonostante il perdurare dell’emergenza sanitaria in corso e della conseguente crisi finanziaria, non solo non si è arrestato, ma è proseguito con maggiore intensità e frequenza; innumerevoli e convergenti sono le segnalazioni provenienti dalle imprese del settore”.
Il settore del gioco pubblico, gestito in virtù delle concessioni assegnate attraverso procedure di selezione emanate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, da “operatori – continua Pagano – che svolgono, pertanto, attività e funzioni pubbliche in tale materia” e che nello svolgimento delle proprie funzioni, sono obbligati per concessione all’utilizzo di conti correnti dedicati per il corretto tracciamento dei flussi finanziari derivanti dalla raccolta di gioco e in quanto agenti della riscossione sottoposti al controllo della Corte dei conti; nell’ambito delle risorse raccolte durante l’attività di commercializzazione dei giochi pubblici gli operatori movimentano denaro pubblico, in quanto l’imposta da versare all’erario costituisce parte della raccolta”.
E poi ci sono “le operazioni comuni a tutte le aziende, quali ad esempio pagamento di stipendi, fornitori, contributi ed altre tasse, non possono che avvenire attraverso l’utilizzo di conti correnti bancari come disposto per legge”. Per questo, di fronte a istituti di credito che, di fatto, creano un danno indiretto anche allo Stato italiano, Pagano sottolinea che “i conti correnti sono servizi pubblici essenziali per garantire il funzionamento del ciclo economico e, in quanto tali, non possono essere negati“.
L’interrogazione che richiede al ministro risposta scritta intende comprendere “quali iniziative di competenza anche normative, intenda intraprendere (il Mef) per consentire alle società di gioco pubblico di avere accesso, al pari delle altre aziende appartenenti al settore produttivo, ai servizi bancari e creditizi al fine di poter svolgere regolarmente la propria attività nel rispetto delle normative vigenti, nonché in virtù della normativa generale sulle limitazioni dell’utilizzo del contante di cui alla legge 19 dicembre 2019, n. 157 e della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che impone ai cittadini l’esclusivo utilizzo di un conto corrente sul quale depositare emolumenti derivanti da rapporti di lavoro e altre transazioni oltre una somma determinata”.