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Slot, Cassazione: 'Avviso accertamento non valido senza atti di supporto'

16 settembre 2022 - 12:58

La Cassazione boccia ricorso dell'Agenzia delle entrate contro un gestore di slot: avviso di accertamento non è valido se mancano i documenti di supporto su cui si fonda pretesa tributaria.

Scritto da Fm
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“Nel caso di specie l'Amministrazione finanziaria non ha allegato all'avviso di accertamento i documenti provenienti da terzi su cui l'atto impositivo risulta fondato. L'Agenzia delle entrate si è limitata ad estrarre da tali atti alcuni dati contabili, su cui ha fondato la propria pretesa tributaria, senza neppure esporre il contenuto essenziale dei documenti”.

 

È quanto si legge nell'ordinanza con cui la Corte di Cassazione rigetta il ricorso proposto dall'Agenzia delle entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma di annullare un avviso di accertamento emesso nei confronti di un gestore di apparecchi da gioco per il recupero a tassazione Irpef ed Irap superiore a 100mila euro, stante il maggior reddito d'impresa accertato nei confronti del contribuente.

 

“Il contribuente - recita ancora l'ordinanza - ha evidenziato la lesione del proprio diritto di difesa conseguente alla scelta operata dall'Ente impositore, ed ha pure proposto un esempio osservando che 'con riferimento agli asseriti compensi percepiti a fronte dell'istallazione degli apparecchi da intrattenimento, non vi è alcun riferimento a quali sarebbero gli apparecchi presi in considerazione, né quale fosse la quota di spettanza degli esercenti (da determinarsi sulla base degli accordi contrattuali posti in essere tra le parti)'.

 

 

In proposito, proseguono i giudici della Cassazione, si è già rilevato che 'in tema di avviso di accertamento, l'onere di allegazione di cui all'art. 7 della I. n. 212 del 2000 è limitato ai documenti non conosciuti né ricevuti dal contribuente e costituenti il presupposto dell'atto impositivo al fine di evitare il pregiudizio del diritto di difesa di quest'ultimo' (Cass. sez. V, 10.7.2020, n. 14723). Inoltre, non si è mancato di specificare che 'in tema di motivazione per relationem degli atti d'imposizione tributaria, l'art. 7, comma 1, dello Statuto del contribuente, nel prevedere che debba essere allegato all'atto dell'amministrazione finanziaria ogni documento da esso richiamato in motivazione, si riferisce esclusivamente agli atti di cui il contribuente non abbia già integrale e legale conoscenza' (Cass. sez. V, 19.11.2019, n. 29968). L'Amministrazione finanziaria insiste, nella sua memoria a sostenere che i dati erano in realtà a conoscenza del contribuente, poiché poteva estrarli dalla propria contabilità. Si tratta di un argomento che in nulla smentisce il dato di fatto incontestato che degli atti provenienti da terzi il contribuente non ha avuto integrale e legale conoscenza, e l'Amministrazione non ha riprodotto nell'avviso di accertamento notificato neppure la sintesi del contenuto di tali atti, su cui pure l'avviso di accertamento risulta fondato”.

 

Da tutto questo deriva la bocciatura del ricorso, in conformità con quanto deciso dalla stessa Corte anche nel giudizio concluso nel 2021, in controversia già pendente tra le stesse parti ed avente analogo oggetto.

 

 

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