Stefani (Governo): ‘Disabilità non è solo assistenzialismo’

Intervenendo al convegno per i 161 anni di Adm anche il ministro Bianchi sottolinea importanza del Terzo settore per il quale lo Stato mette a disposizione non solo risorse finanziarie.
Scritto da Daniele Duso

Stefani (Governo): 'Disabilità non è solo assistenzialismo'

La scuola è importante perché permette ai cittadini di conoscere cosa è la legalità e cosa è la legalità in campo economico e finanziario”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi nel suo intervento al convegno “Una prospettiva sociale per Adm”, in occasione del 161esimo anniversario dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

“Il primo punto legato al ministero dell’istruzione è l’importanza all’educazione alla legalità legata alle attività economiche”, dichiara Bianchi. “Dogane, accise e monopoli sono funzioni dello Stato italiano attraverso le quali lo Stato si è aperto all’Europa, e proprio il discorso sulle accise porta a riflettere su quanto importante sia questa funzione. Quando una parte di queste attività sostiene il terzo settore questo diventa ancora più importante, perché dimostra che lo Stato mette a disposizione non solo risorse finanziarie, ma anche capacità e competenze.

“Penso che questo anniversario sia importante”, sottolinea il ministro Bianchi, “e penso sia importante sia importante che coincida con oggi, giorno dell’Unità nazionale. È questa identità nazionale protetta e garantita dallo Stato che oggi offriamo a sostegno di tutti coloro che stanno lottando per difendere la loro unità, e invia un pensiero al popolo ucraino”.

 

Dopo Bianchi sale sul parlo Erika Stefani, ministro per la Disabilità, che nota subito come non vi sia “un ramo dell’amministrazione dello stato che abbia una governance unica sul tema delle disabilità, proprio perché il tema della disabilità non è una nicchia normativa, non è una nicchia sociale, ma attraversa tutta la nostra società e tutte le nostre istituzioni.

“Il mondo della disabilità”, sostiene Stefani, “ha la capacità di reagire nel momento in cui tutti questi protagonisti collaborano insieme, e l’esempio che l’abbiamo anche oggi. La disabilità permea tutta la realtà, e quello che ha fatto Adm è raccogliere una grande sfida, facendo sì che il tema della disabilità non sia solo dell’ambito assistenzialistico.

“Stiamo passando da un sistema assistenzialistico a un sistema di riconoscimento di diritti con la sensibilizzazione di tutti. La vera inclusione, che non è una parola retorica, è che Adm parli di disabilità, e non lo fa solo per dare un po’ di lustro, ma con un impegno attivo. Diamo un immagine che non è quella di un corridoio dell’istituto.

“L’Italia sta eccellendo negli sport paraolimpici perché ha costruito un percorso di allenamento, di preparazione, di sistema per certi versi è ordinato, organizzato, determinato. Il tema dell’inclusione sta permeando tutte le nostre attività. Il nostro ufficio è stato sommerso da richiesta di partecipazione e di condivisione e di progettualità da parte di enti che non hanno nell’oggetto sociale la disabilità. Si sta andando verso il futuro, le istituzioni si muovono, l’agenzia ha raccolto la sfida, le imprese raccoglieranno la sfida con la valorizzazione delle persone, non solo con il collocamento mirato, ma come valorizzazione delle persone. Perché come persona ti valorizzi per quello che sai fare, guardiamo alle persone per quello che sanno dare, non per quello che è deficitario”.