Tar Emilia Romagna: ‘Gioco a Ravenna, nessun effetto espulsivo’
Niente da fare per il ricorso presentato da una società contro il Comune di Ravenna, per l'annullamento del provvedimento del dirigente dell’Ufficio Suap a mezzo del quale è stata disposta la chiusura immediata di una attività di sala scommesse in quanto ubicata a meno di 500 metri di distanza da una chiesa parrocchiale, inclusa nella lista dei “luoghi sensibili” ai sensi della normativa vigente.
Con una sentenza il Tar Emilia Romagna lo ha rigettato, ritenendo “che non sussistano i presupposti per disporre una verificazione nei termini richiesti dalla parte ricorrente, in quanto la questione è già stata esaminata dal Consiglio di Stato nel 2022”.
In quell'occasione difatti il giudice d’appello aveva disposto una verificazione (dando mandato, quale organismo verificatore, al direttore del Dipartimento Architettura, Ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito – Dabc del Politecnico di Milano), partendo dal fatto che l'amministrazione comunale ha individuato “due specifici ambiti del territorio comunale per l’insediamento delle attività del gioco di azzardo lecito (cui è stata attribuita la sigla SPR8); le aree sopra individuate consentono l’insediamento delle attività di gioco lecito anche in prospettiva in quanto in tali contesti non sono previste destinazioni d’uso riconducibili a luoghi sensibili per cui l’eventuale trasferimento in queste zone delle attività di gioco lecito non esporrebbe gli imprenditori a rischi di future incompatibilità.
Quindi, “si è rappresentato che le aree disponibili all’interno del territorio comunale per l’insediamento delle attività del gioco di azzardo lecito ammontano a circa 170 ha e rappresentano il 2,6 percento del territorio urbanizzato; il dato 'appare significativo in rapporto all’estensione del territorio urbanizzato, ma soprattutto alla sua particolare configurazione insediativa e morfologica (caratterizzata da un sistema frazionale storico e diffuso)'; nelle pagine precedenti, si chiarisce inoltre che trattasi di 'una superficie in sé ragguardevole per dimensioni quantitative, forma delle aree e contesto funzionale di riferimento'; le richieste di nuove localizzazioni accolte da parte dell’amministrazione comunale di Ravenna dimostrano che la localizzazione delle attività legate al gioco d’azzardo lecito è probabile e praticabile, sia dal punto di vista delle potenzialità urbanistiche, sia della realtà del mercato urbano immobiliare locale; dal punto di vista urbanistico – funzionale generale, le aree potenzialmente ospitali le funzioni del gioco d’azzardo lecito sono prevalentemente rappresentate da ambiti a destinazione produttiva e/o caratterizzate da funzioni urbane terziarie o miste”.