Pregiudicati e risse nella sala scommesse, Tar conferma sospensione della raccolta
“Il personale di Polizia aveva accertato, in cinque differenti episodi e nell’arco di soli due mesi, il persistere della frequentazione del locale da parte di soggetti gravati da precedenti di polizia e penali per vari reati.
Ciò conferma che, malgrado un precedente e analogo provvedimento emesso solo tre mesi prima, la situazione erano rimasta immutata e che, peraltro, non poteva che essere ritenuta pericolosa per la sicurezza pubblica e prevedibilmente suscettibile di ulteriore aggravamento.”
È un estratto della sentenza con cui il Tar Toscana conferma la sospensione per quindici giorni dell'attività di raccolta di scommesse e con apparecchi videoterminali inflitta dalla Questura di Arezza ad un esercizio commerciale della citttà.
Il titolare dell'esercizio ha presentato due ricorsi postulando, fra l'altro, “l’eccesso di potere per carenza o erronea valutazione dei presupposti, in quanto l’Amministrazione non avrebbe riconosciuto nessun rilievo agli sforzi compiuti dal ricorrente per rendere più sicuro il locale”, e sostenendo che il “ provvedimento non sarebbe stato preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento”.
Ma per i giudici amministrativi toscani “sono rimaste incontestate le circostanze alla base del provvedimento di sospensione, non risultando contestati gli esiti delle verifiche dell’Autorità di Pubblica sicurezza che, a sua volta, aveva accertato e in plurime occasioni, la frequentazione dell’esercizio commerciale da parte di soggetti con precedenti penali e il verificarsi di ben due risse nello stesso locale”.