ReportCalcio, il rapporto annuale sul calcio italiano del Centro Studi Figc, fotografa gli effetti della pandemia su raccolta scommesse, ma evidenzia anche la crescita degli esports.
Scritto da Redazione
ReportCalcio Figc: 'Nel 2020 raccolta scommesse giù del 6,4 percento'
“L’analisi del contributo fiscale derivante dalle scommesse conferma nuovamente la prevalenza del calcio rispetto agli altri sport: solo tra il 2006 e il 2019 la raccolta delle scommesse sul calcio è aumentata di quasi 5 volte, passando da 2,1 a 9,7 miliardi di euro; nel 2020 si è assistito tuttavia ad un significativo decremento della raccolta rispetto all’anno precedente (-6,4 percento, come conseguenza principalmente dell’impatto dell’emergenza sanitaria). Il gettito erariale è invece aumentato dell’1,9 percento, raggiungendo i 253,1 milioni di euro”.
La frase, che fotografa perfettamente quanto la pandemia di Covid abbia inciso sul mondo del calcio, comprese le scommesse ad esso correlate, è contenuta nel ReportCalcio, il rapporto annuale sul calcio italiano sviluppato dal Centro Studi Figc in collaborazione con Arel e PwC, presentato ieri, 26 agosto.
Il ReportCalcio rappresenta uno dei pilastri del programma strategico della Figc finalizzato a valorizzare il profilo della trasparenza, con 11 edizioni pubblicate dal 2011 ad oggi (quasi 1.900 pagine), insieme al numero speciale redatto nel 2020 per celebrare i 10 anni della pubblicazione. L’obiettivo del documento è quello di rappresentare i numeri che caratterizzano il sistema-calcio, descrivendone la dimensione, la struttura e l’articolazione, insieme all’analisi dei principali trend e alla previsione sulle evoluzioni future del settore, al fine di fornire un supporto strategico per accompagnare i programmi di crescita del calcio italiano.
Nel 2020, si legge ancora nel Report, oltre 15,5 milioni di gettito erariale sono arrivati dalle scommesse sulla Champions League (il 6,2 percento,) e 14,6 milioni (il 6,1 percento,) dalla Premier League, 12,2 milioni di gettito sono arrivati dalla Liga spagnola (il 5 percento) e circa 10 dall’Europa League (3,8percento).
Il Rapporto inoltre dà contezza anche del fenomeno del match fixing: “Nel corso del 2020 è stato rilevato un forte aumento delle scommesse sportive sospette: pur con un calo significativo degli eventi sportivi presenti nei palinsesti, si sono verificati ben 526 casi”.
L’IMPORTANZA DEGLI ESPORTS – Nel documento presentato dalla Figc c’è spazio anche per gli esports, gli sport elettronici. “Al di là dei temi che tradizionalmente sono nelle agende delle federazioni e dei club, come l’ammodernamento degli impianti, gli investimenti nei settori giovanili da rilanciare, le opportunità offerte dalla digital transformation e dai segmenti sportivi più innovativi (come ad esempio gli esports), oggi è più che mai urgente favorire l’introduzione di modelli e strumenti di sostenibilità economica e finanziaria che rimettano al centro dell’attenzione la crescita esponenziale dei costi di un sistema così complesso, ma anche le grandi opportunità di crescita dei ricavi che il futuro sembra offrire.
Fra gli highlights del Report poi si parla della prima nazionale di esports nella storia della Figc, composta dai player Nicola Lillo “nicaldan”, Carmine Liuzzi “Naples17x”, Alfonso Mereu “Alonsograyfox” e Rosario Accurso “Npk_02”, e della conquista del primo campionato europeo di calcio virtuale, organizzato dalla Uefa e disputato su Pro evolution soccer (Playstation 4), da parte dell’Italia.
GRAVINA (FIGC): “CALCIO ASSET STRATEGICO” – Venendo alle dichiarazioni istituzionali, il presidente federale Gabriele Gravina afferma: “Il mondo del calcio rappresenta un valore per il sistema Italia, a livello sportivo, economico e sociale. È un asset strategico che fonda il suo impatto su numeri importanti e sul radicamento pressoché totale sul territorio nazionale. ReportCalcio fotografa bene questa multidimensionalità e analizza anche le criticità del movimento nel suo complesso, acuite dalla crisi generata dalla pandemia da Covid-19. La Figc ha avviato un processo di autoriforma finalizzato a rendere il calcio italiano più patrimonializzato e meno indebitato, ma in virtù del ruolo che recita nel nostro Paese sarebbe determinante che il Governo riconoscesse tale importanza: da soli non si esce da questa crisi, sostenere il calcio vuol dire aiutare l’Italia in questa difficile ripartenza”.
COTTARELLI (OSSERVATORIO CONTI PUBBLICI ITALIANI): “CALCIO FRA I PIÙ PENALIZZATI DALLA PANDEMIA” – “Con un impatto negativo del 16 percento, lo sport è uno dei settori produttivi ad aver maggiormente risentito della crisi generata dal Covid-19 – dichiara l’economista Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani – mentre per il resto dell’economia italiana la perdita media è stimata intorno al 9 percento. L’analisi realizzata dalla Figc mette bene in evidenza come alle perdite accumulate prima della pandemia si sia aggiunta la crisi di liquidità che mette a rischio la capacità del calcio professionistico di pagare gli interessi sul debito. Nel processo di riforma avviato dalla Federazione individuo due priorità: gli investimenti nelle infrastrutture, per garantirsi nuove fonti di ricavi, e l’introduzione dell’azionariato diffuso, per consentire l’iniezione di capitali non subordinati ad interessi”.
I NUMERI DEL SETTORE CALCIO A LIVELLO ‘STRUTTURALE’ (PRE COVID-19) – Gli highlights relativi ai numeri del settore a livello ‘strutturale’ (prima dell’impatto del Covid-19) testimoniano quanto il calcio italiano rappresenti un asset strategico del sistema-Paese, a livello sportivo, economico e sociale; nell’era pre-Covid, infatti, il calcio italiano poteva contare su 4,6 milioni di praticanti e 1,4 milioni di tesserati per la Figc, per un totale di circa 570.000 partite ufficiali disputate ogni anno (una ogni 55 secondi) e un impatto socio-economico stimabile in 3,1 miliardi di euro. Uno sport che rappresenta la grande passione degli italiani, con oltre 32 milioni di tifosi, pari al 64 percento della popolazione italiana over 18, e un asset fondamentale del mercato dei broadcaster, con 50 partite di calcio tra i primi 50 programmi televisivi più visti della storia della tv italiana (tra cui 47 partite della Nazionale).
A livello economico, prima dell’emergenza sanitaria il sistema calcio produceva un fatturato diretto stimabile in 5 miliardi di euro, il 12 percento del Pil del football business mondiale, con un impatto indiretto e indotto sul Pil italiano pari a 10,1 miliardi e oltre 120.000 posti di lavoro attivati. A livello fiscale e contributivo, il solo calcio professionistico ha prodotto nel 2018 un gettito complessivo pari a 1,4 miliardi di euro, circa il 70 percento del contributo fiscale generato dall’intero sport italiano. Complessivamente negli ultimi 13 anni la contribuzione ammonta a circa 14 miliardi di euro, e per ogni euro ‘investito’ dal Governo italiano nel calcio, il Sistema Paese ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 17,3 euro.
L’IMPATTO DELL’EMERGENZA SANITARIA SUL CALCIO ITALIANO – L’interruzione delle competizioni calcistiche ha portato alla disputa di 47.825 partite ufficiali in meno tra il 2018-2019 (571.865) e il 2019-2020 (524.040)
La Figc tra il 30 giugno 2019 e il 15 marzo 2021 ha perso oltre il 23 percento dei propri calciatori tesserati, ovvero quasi 245.000 giocatori in meno, con impatti particolarmente significativi sul calcio dilettantistico e giovanile.
Gli spettatori potenziali andati persi a causa della pandemia ammontano ad oltre 22,1 milioni (5,9 milioni nel 2019-2020, stagione analizzata nel ReportCalcio 2021, insieme ad altri 16,2 milioni stimati nel 2020-2021).
Il Covid-19 ha ulteriormente accelerato lo squilibrio del settore; il ReportCalcio, nello specifico, analizza l’impatto prodotto sul calcio professionistico nella stagione sportiva 2019-2020: i ricavi totali sono diminuiti di 434 milioni, passando da 3.897 a 3.463 milioni, con impatti significativi prodotti dai minori ricavi per ingresso stadio (-75 milioni di euro); il decremento del costo del lavoro (-112 milioni) non è stato sufficiente per compensare la diminuzione dei ricavi, a causa soprattutto della crescita di ammortamenti e svalutazioni (+222 milioni di euro); la perdita totale aumenta dai 412 milioni di ‘rosso’ del 2018-2019 agli 878 del 2019-2020; in crescita anche i debiti totali (+490 milioni, per un totale pari a 5,3 miliardi), mentre peggiora la posizione finanziaria netta, negativa nel 2019-2020 per un valore pari a quasi 1,3 miliardi.
Al fine di fornire un quadro ancora più dettagliato e aggiornato relativamente all’impatto della pandemia, nelle settimane successive alla finalizzazione del ReportCalcio 2021 sono state formulate delle proiezioni estendendo l’analisi degli effetti negativi prodotti dal Covid-19 anche alla successiva stagione sportiva 2020-2021; complessivamente, nelle prime 2 stagioni con impatto Covid-19 (2019-2020 e 2020-2021), si stima che il calcio professionistico abbia perso circa un miliardo di euro di ricavi in relazione agli effetti negativi prodotti dalla pandemia, mentre il costo della produzione è rimasto sostanzialmente stabile (con un lieve aumento pari a 163 milioni); l’impatto netto totale dell’emergenza sanitaria nel biennio 19-20 e 20-21 è stimabile quindi in oltre 1,1 miliardi di euro.
Anche a livello indiretto e indotto, la pandemia ha prodotto un significativo impatto su tutti i settori della filiera produttiva (12 settori merceologici coinvolti) e della catena del valore attivata dal calcio italiano: la spesa diretta è scesa del 5,7 percento (da € 5.050m a € 4.762m), l’impatto sul Pil del 18,1 percento (da € 10.066m a € 8.249m), mentre l’occupazione generata dal comparto del calcio ha visto il decremento di oltre 27.000 posti di lavoro attivati (da 121.737 a 94.462).