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Sale Vlt: orario di apertura delle sale Vlt spetta al Questore e non al sindaco

  • Scritto da Ac

“L’individuazione degli estremi temporali per l’esercizio dell’attività di raccolta del gioco tramite video terminali si configura come elemento essenziale del provvedimento di pubblica sicurezza che regola l’esercizio di detta attività ed è espressione del potere autorizzatorio attribuito al Questore”. A ribadirlo è il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (la pronuncia, in allegato) il quale, riformando una precedente ordinanza cautelare del Tar Lombardia - sezione staccata di Brescia – ricorda come la competenza in materia di Vlt sia del Questore e la disciplina di tale attività non può essere, pertanto, demandata ai sindacai. Pertanto, scrivono i giudici di Palazzo Spada, “anche nei casi in cui venga in contestazione detto elemento - non scindibile dal contenuto della determinazione provvedimentale di rilascio dell’autorizzazione - la cognizione di eventuali profili di illegittimità è rimessa alla competenza funzionale del Tar per il Lazio”.

 

 

“FINALMENTE CHIAREZZA” - Un risultato particolarmente importante nella quotidianità del gioco pubblico, ormai sempre più in preda a provvedimenti restrittivi da parte dei primi cittadini. “Il Consiglio di Stato ha fatto chiarezza sugli orari delle sale Vlt”, commenta il legale, esperto di gaming, Cino Benelli, del foro di Prato. “Il potere di regolazione degli orari appartiene all’Autorità di Pubblica Sicurezza. L’orario è determinato in sede di rilascio dell’autorizzazione di polizia ed è parte integrante della licenza. Le Questure non possono dunque demandare ai Sindaci la determinazione degli orari delle sale Vlt anche perché gli interessi perseguiti dai Comuni non sono quelli dell’ordine e della sicurezza pubblica ma quelli propri della comunità locale. Il Consiglio di Stato, nel riaffermare la competenza del Tar Lazio anche in materia di orari, ha dunque rilevato implicitamente la necessità di un governo centrale dei giochi in modo da ricondurre finalmente la relativa regolazione ad unitarietà”.  Secondo i Giudici, infatti, occorre “un unico centro decisionale per tutto il territorio nazionale” in considerazione dell’importanza degli interessi che ruotano intorno al settore dei giochi pubblici.

 

LA COMPETENZA DELLO STATO - I giudici del consiglio di Stato, inoltre, evidenziano che “la questione di costituzionalità della norma di riparto della competenza territoriale non si configura assistita dal requisito di non manifesta infondatezza, ove si considerino gli interessi di particolare rilievo pubblico presidiati dal controllo questorile, che coinvolgono trasversalmente il settore del gioco e delle scommesse con vincita di danaro, e l’opportunità della riconduzione delle questioni controverse, nel prudente apprezzamento del legislatore, in un unico centro decisionale per tutto il territorio nazionale”.

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