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Stabilità, ancora nessun accordo sui 500 milioni: Pucci (As.Tro), 'Settore a rischio implosione se rifiuta anche il 33%'

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Roma - Si è concluso con un nulla di fatto (anche) l'incontro di ieri sera al Ministero dell'Economia tra le associazioni che rappresentano i gestori di apparecchi e i rappresentati del Dicastero, alla quale hanno partecipato anche i dirigenti dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Se la linea governativa rimane quella già annunciata fin dal primo istante, chiedendo al settore di versare i duecento milioni richiesti per il 30 aprile, per poi discutere eventualmente sulla restante parte dei 500 milioni imposti dalla Legge di Stabilità, a dover raggiungere un accordo sulle modalità di distribuzione di questi importi sono proprio gli addetti ai lavori: gestori, concessionari ed esercenti. E in questa fase un ruolo chiave lo rivestono poprio i gestori - in quanto intermediari, in linea di massima, tra le società di concessione e i pubblici esercizi oltre ad essere i soggetti a dover chiudere la negoziazione con gli stessi concessionari - i quali, non a caso, erano stati coinvolti dal Mef in una riunione generale, e a un chiaro invito alla responsabilità.

 

'TRA DUE GIORNI IMPLODE IL SISTEMA' -Ma l'invito non sembra essere stato raccolto. Come rivela lo sconforto del Presidente As.Tro,  Massimiliano Pucci: "La situazione attuale appare completamente fuori controllo e se rimarrà com'è oggi vorrà dire che fra due giorni imploderà il sistema", spiega il leader di Assotrattenimento. "Dopo gli incontri e le prove di dialogo dei giorni scorsi, l'unica soluzione rimasta in piedi era quella di una ripartizione degli oneri al 33 per cento tra concessionari, gestori ed esercenti. L'unica ripartizione ritenuta percorribile e che sappiamo essere realizzabile. Se il settore, invece, decide di alzare le barricate  rifiutando tout court di pagare un onere che è stato dichiarato legittimo e che è quindi pienamente dovuto, allora non possiamo certo pensare a un domani per la categoria". Parole dure, che provano a interpretare un futuro per il settore che appare tutt'altro che roseo: "Il sottosegretario - prosegue Pucci - aveva mostrato una disponibilità - del quale lo ringraziamo - rispetto a una revisione della norma per il prossimo futuro lasciando immaginare una rimoludazione della tassa per i successivi 300 milioni attraverso la rimodulazione del Preu. Non credo che ci potevamo aspettare di più. Ed ora è chiaro che la parte del settore che oggi si rifiuta completamente di pagare non potrà poi pretendere di poter chiedere tutela per il futuro rispetto alla propria attività in quanto faccio fatica a immagina che a questo punto potremo ottenere qualcosa dalla delega o pretendere di sederci a un eventuale tavolo di trattativa". Insomma, secondo il numero uno di As.Tro, "Il settore aveva in mano una fiches da 68 milioni e l'ha sprecata. So che è facile promettere la luna ai gestori ma se poi non possiamo arrivarci alla luna, allora vuole dire che stiamo facendo demagogia e null'altro. Ricordiamoci che a Natale ci era stato offerto il 3 per cento da alcuni concessionari e ora parliamo del 33 per cento. Ma invece torniamo a parlare di aria fritta, mentre le imprese di gestione devono fare i conti con le scadenze bancarie di fine mese e con gli stipendi, che non li paga la demagogia. E intanto tutto intorno il settore crolla e ci sfugge di mano. Il dubbio che sorge, a questo punto, è che forse a qualcuno convenga davvero far saltare il sistema. Sono anni che parliamo di una volontà oscura di voler tagliare fuori i gestori dal comparto ma ora, a quanto pare, siamo noi stessi ad estrometterci".

SAPAR, 'SERVE ACCORDO DI FILIERA' - Secondo il presidente di Sapar Raffaele Curcio, “Non basta il senso di responsabilità da parte della filiera per salvare il comparto: il sistema salterà anche anche se versiamo i 200 milioni di euro". Per questo, dice, "o si trova un accordo di filiera su tutto, dal pagamento dell’acconto stabilito dalla Legge di Stabilità in maniera equa e proporzionata, fino alle condizioni dettate dalla Delega Fiscale di prossima emanazione, altrimenti possiamo dire che il comparto è già finito”.

ORA TOCCA (DI NUOVO) AI CONCESSIONARI - Intanto, dopo la fumata nera dei gestori al Mef, oggi proseguono i lavori con un nuovo e ulteriore incontro tra il Ministero e i concessionari di rete. Nelle cui casse, ancora oggi, è arrivato soltanto il 50 per cento circa del contributo da versare il 30 aprile.

 

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