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Vlt: ecco perché Adm determina il 'nuovo' taglio delle vincite

  • Scritto da Ac

L'Agenzia delle Dogane costretta ad intervenire sulle vincite delle Vlt per risolvere il dubbio interpretativo sulla massima erogazione.

 

Lo avevamo detto (e scritto, nel numero di maggio della rivista): la questione delle vincite realizzabili (o erogabili) sulle Vlt richiedeva una nuova interpretazione da parte del regolatore, in seguito ai troppi dubbi interpretativi che rischiavano di suscitare problemi. Una faccenda molto tecnica, per carità, e anche molto specifica (che a quanto pare, riguarda una strettissima minoranza di casi) ma che avrebbe potuto innescare diversi problemi nel caso in cui si fosse verificata la presunta anomalia agli occhi di un vincitore.

In seguito a recenti aggiornamenti normativi che hanno ridefinito le regole tecniche delle piattaforme e dei giochi, anche in virtù del passaggio di consegne delle procedure di omologazione da Sogei – il partner tecnologico della pubblica amministrazione – ai laboratori privati, era emerso un punto critico nell’articolo 9 del decreto del 4 aprile 2017 il quale, al comma 4, definisce i Parametri di funzionamento del gioco, indicando che: “L’esito di ciascuna puntata deve necessariamente risultare indipendente dalle altre puntate; la vincita massima consentita per ciascuna partita, con esclusione delle vincite derivanti da jackpot, è pari ad euro 5.000”. Una disposizione che viene interpretata nell’obbligo di abbassare “da sistema” qualsiasi vincita superiore alla soglia massima consentita (eccetto il jackpot), per rispettare la misura di legge. Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la legge sarebbe da interpretare in modo che il gioco non debba permettere mai vincite superiori a 5mila euro. Il problema però sorge poiché esistono già delle piattaforme oggi in esercizio, già verificate e certificate da Sogei, quindi autorizzate dagli stessi Monopoli, che permettono di realizzare vincite superiori. Solo che, al momento in cui questa vincita “superiore” si verifica, la piattaforma esegue un “taglio” automatico portando la cifra a 5mila euro, per poter rispettare la legge. La differenza sorge perché, stando all’articolo 6 sui parametri di funzionamento delle Vlt della precedente norma tecnica, in vigore dal 9 febbraio 2010, esiste(va) la possibilità di vincite superiori. Prevedendo che la percentuale di vincita doveva essere non inferiore all’85 percento delle somme giocate e che la verifica del parametro avveniva in sede di verifica e collaudo del Rng (il generatore di numeri casuali), mentre dal 2017 la verifica avviene a seguito di analisi dell’algoritmo di assegnazione delle vincite. Ecco quindi che, in seguito alla nuova norma, emergevano i dubbi interpretativi. In primis, rispetto a ciò che dovrebbe essere considerata una “vincita” (cioè quella visualizzata a schermo o quella effettivamente “prelevabile” per il giocatore?) e sulla locuzione indicata nella norma: “certificazione dei sistemi di gioco e dei giochi” che sembra avere ad oggetto, inscindibilmente, sempre e comunque, sia i sistemi di gioco che i giochi.
 
I PRIMI INTERVENTI - Per (provare a) chiarire i dubbi, l’Agenzia aveva già diffuso una circolare nella quale precisava che tutti i giochi non ancora adeguati al decreto del 2017, non potevano protrarsi oltre la data ultima del 1 aprile 2019. Tagliando, come si suol dire, la testa al toro, disponendo che, qualunque cosa sia stata fatta in precedenza, va ora adeguata alle nuove disposizioni (o, di nuovo, interpretazioni). Con i sistemi e i giochi che non siano stati adeguati alle nuove regole tecniche, che dovranno quindi essere dismessi da aprile 2019. Cioè dovranno essere dismessi i giochi già certificati che siano incompatibili con la versione adeguata del sistema di gioco, perché non funzionanti sulla versione adeguata del sistema di gioco. Una soluzione che non ha trovato gradimento tra i concessionari, al punto che alcuni hanno presentato ricorso al Tar, per scongiurare l’aggiornamento delle piattaforme che rischierebbe di snaturare completamente le matematiche di gioco e, quindi, anche il loro funzionamento. Sta di fatto però che la situazione attuale poteva comunque generare incomprensioni e potenziali contenziosi. Se dal punto di vista della quota erariale nulla cambia, qualunque sia l’interpretazione della vincita, visto che l’imposta è calcolata sul denaro inserito, è evidente che potrebbe invece nascere confusione nel computo delle vincite erogate al giocatore, il quale potrebbe avere da ridire nel ritrovarsi una “vincita” superiore a 5mila euro che venga tagliata automaticamente dal sistema alla soglia massima. Di certo sarebbe sufficiente indicare chiaramente questa eventualità nelle sale, attraverso una comunicazione mirata ai giocatori che li sollevi da qualunque rivendicazione. Da qui la decisione di AdM di correre preventivamente ai riparti, optando per l'emanazione delle determina odierna. Anche, come detto, se il fenomeno sembra piuttosto raro e circoscritto a pochissime eventualità. Ma comunque esistente. Almeno fino all’aggiornamento dei sistemi attuali, e fino alla pubblicazione del provvedimento di oggi.
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