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Le ripercussioni della pandemia sul gioco pubblico e sul settore apparecchi

  • Scritto da Avv.ti Giancarlo Marzo e Corrado Gallo, Managing Partner e Partner Studio legale e Tributario Marzo Associati

Un'analisi tecnico-economica completa dell'impatto provocato dalla pandemia Covid-19 sul comparto del gioco e su slot e vlt.

A sei mesi dall’inizio della pandemia da Covid-19, il settore del gioco pubblico si avvia alla conta dei danni conseguenti alla chiusura forzata di agenzie fisiche, bar e sale bingo imposta dal Governo durante la fase di lockdown, protrattasi più del previsto. A risentire maggiormente degli effetti negativi del virus, dati alla mano, è il comparto delle New slot e delle Videolottery, colonna portante di un’industria già pesantemente segnata dai provvedimenti normativi di fine 2019 recanti misure stringenti in materia. Prima fra tutte l’aumento del Prelievo erariale con decorrenza al 10 febbraio 2020.

SOSPENSIONE DELLA RACCOLTA - La situazione emergenziale - ancora in atto - ha richiesto l’adozione, a partire dalla prima decade del mese di marzo, di misure restrittive che consentissero di evitare situazioni potenzialmente idonee alla diffusione del contagio. È chiaro come, in tale contesto, i provvedimenti adottati dal governo e dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli abbiano interessato principalmente le attività di raccolta del gioco fisico. Si ricorderà, infatti, che in virtù di quanto previsto dai Dpcm dell’8, 9 ed 11 marzo 2020 - con i quali sono state imposte limitazioni all’apertura degli esercizi commerciali – l’Agenzia ha, dapprima disposto, per concessionari e rivenditori di generi di monopolio, la sospensione del gioco operato attraverso dispositivi elettronici (Awp) situati all’interno degli esercizi di rivendita, e la disattivazione di monitor e televisori utilizzati per la raccolta dei giochi numerici a totalizzatore nazionale (Super Enalotto) e a quota fissa (come Lotto e 10&Lotto) presso le tabaccherie e gli altri esercizi autorizzati (Direttiva del Direttore dell’Agenzia n. 89326 del 12 marzo 2020), per poi disporre la chiusura sull’intero territorio delle sale dedicate, delle sale bingo e delle sale scommesse (Determinazione direttoriale n. 96788/R.U. del 21 marzo 2020).

ENTRATE IN NETTO CALO - Il bilancio di tale sospensione forzata è risultato, per usare un eufemismo, tutt’altro che positivo. Secondo recenti stime, infatti, le entrate totali relative ai giochi per il periodo compreso tra gennaio ed aprile 2020, sono risultate pari a 3.354 milioni di euro, con un calo di oltre 1.847 milioni di euro, pari a -35,5 percento rispetto allo stesso quadrimestre del 2019. Inoltre, considerando le sole imposte indirette, il gettito delle attività da gioco è stato pari a 3.196 milioni di euro (cioè -1.857 milioni di euro, pari a –36,8 percento rispetto al 2019).

Il dato riguardante le sole entrate degli apparecchi da gioco risulta ancor più allarmante: tra gennaio e aprile sono state pari a 1.360 milioni di euro, attestandosi ad un netto -38 percento rispetto al periodo gennaio-aprile 2019, con una perdita di oltre 840 milioni di entrate. Analizzando il dato per competenza, nel solo mese di aprile 2020 le entrate degli apparecchi da gioco sono risultate pari a 18 milioni di euro con un calo del 96,6 percento rispetto all’aprile 2019, per una perdita netta dovuta al Coronavirus pari ad oltre 510 milioni di euro. Il fenomeno è ancor più accentuato nel segmento delle Vlt per il quale la crisi della raccolta aveva registrato i primi segnali già ad inizio anno, in seguito all’introduzione della tessera sanitaria per l’attivazione dei terminali di gioco e, soprattutto, dall’aumento del payout.

RIAPERTURE E MISURE CONTENITIVE - La riapertura dei luoghi adibiti al gioco fisico, inizialmente prevista per la prima metà del mese di maggio, è stata prorogata al 15 giugno ma solo a condizione che Regioni e Province autonome avessero preventivamente accertato la compatibilità di tali attività con l’andamento della curva epidemiologica nel singolo territorio.
All’interno del documento Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche Produttive e Ricreative” per la cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza Covid-19, entrato in vigore quale allegato n. 9 al Dpcm dell’11 giugno scorso e recentemente aggiornato il 6 agosto, sono state inserite numerose schede informative riguardanti specifici settori, tra cui congressi e grandi fiere, sale slot, sale giochi , sale bingo e scommesse, contenenti alcune raccomandazioni volte a contrastare la diffusione del contagio. Il coacervo di indicazioni racchiude, tra le altre, specifiche norme comportamentali riguardanti il distanziamento sociale e il contact tracing. In particolare, tra le misure più importanti relative a sale slot, sale giochi, sale bingo e sale scommesse, le Linee Guida prevedono: la predisposizione di un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, sia mediante l’ausilio di apposita segnaletica e cartellonistica, sia ricorrendo a eventuale personale addetto; la facoltà di rilevamento della temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C; la riorganizzazione e la dislocazione delle apparecchiature in modo tale da garantire l’accesso contingentato, al fine di evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno un metro di distanza tra gli utenti; la dotazione di dispenser con soluzioni igienizzanti in punti ben visibili dei locali e l’obbligo di indossare la mascherina negli ambienti al chiuso del locale e all’esterno laddove non sia possibile il rispetto della distanza di sicurezza.
Da ultimo, il Dpcm del 10 agosto scorso, in vigore sino al 7 settembre 2020 e recante una proroga alla scadenza delle misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 già adottate nei mesi scorsi, di fatto non intacca la situazione attuale, atteso che, per quanto attiene le attività di gioco svolto in sale ed esercizi adibiti, esse restano aperte in virtù del sopracitato protocollo approvato dalle Regioni, con la sola possibilità che queste intervengano laddove la situazione lo renda necessario.
 
ONLINE IN RIPRESA E LOTTA A ILLEGALITÀ - Se da un lato la chiusura dei punti fisici ha determinato il temporaneo collasso delle entrate derivanti dall’utilizzo di apparecchiature elettroniche con vincita in denaro, dall’altro, si registra un netto incremento per il segmento online. Una crescita coerente con gli altri settori economici che hanno riscontrato un aumento rapido e costante del mercato online. Nel solo mese di marzo i nuovi conti di gioco aperti sono aumentati del 35 percento rispetto a quelli di febbraio. Con ogni probabilità, dunque, il gioco online continuerà a ritagliarsi un posto da protagonista anche nella seconda metà del 2020; in particolare, il generale aumento del numero di utenti e di puntate registrato nel comparto online ben potrà sopperire alla battuta di arresto subita dalla raccolta fisica durante il lockdown.
Il boom del gioco online non è passato inosservato agli occhi del Legislatore. Il decreto-legge 14 agosto n.104 (il cosiddetto Decreto Agosto), recante “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” ha previsto, tra le altre cose, il rafforzamento dei poteri dell’AdM in ordine all’oscuramento dei siti di gioco illegali. L’inosservanza delle disposizioni dettate dall’Agenzia, comporterà l’irrogazione di sanzioni consistenti (da 30mila a 180mila euro). Tale misura è principalmente finalizzata a contrastare i fenomeni illegali e a porre un maggior presidio sul controllo dell’offerta tramite siti web, in tal modo “permettendo di canalizzare prodotti verso l’offerta autorizzata e le modalità consentite con beneficio per l’erario, laddove i prodotti del circuito legale consentano il recupero dell’imposizione tributaria”.
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