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Ferrara (Aams Lazio): "Difficile operazione, ma i risultati sono arrivati"

  • Scritto da Vg

aamsRoma - “Un’operazione difficile”. Così è stata descritta da Piero Ferrara, direttore dell’ufficio regionale del Lazio dei Monopoli di Stato, l’operazione portata avanti insieme alla Guardia di finanza per il contrasto all’alterazione delle schede delle slot machine. “Il gestore aveva 22 sale a Roma e provincia e aveva applicato al 10% delle macchine dispositivi per eludere la trasmissione delle giocate. È stato difficile risalire all’incongruità dei dati, ma una volta elaborati i flussi abbiamo condotto un’operazione in contemporanea su tutta la provincia.

Siamo entrati nei locali e abbiamo impedito che le macchine venissero toccate. Poi abbiamo iniziato a provarle grazie al fondo messo a disposizione dei Monopoli per individuare le truffe, individuando gli apparecchi alterati e sequestrandoli immediatamente. Proseguendo a questo ritmo in due anni saremo in grado di controllare tutta la rete regionale”, ha affermato.

“Il numero delle macchine illegali a Roma, che comprende anche irregolarità meno gravi come la mancata apposizione di un bollino, "fisiologicamente non supera - andando per eccesso - il 3% del totale”. E’ quanto detto da Piero Ferrara, direttore dell’ufficio regionale del Lazio dei Monopoli di Stato, nel corso della conferenza stampa in cui sono stati illustrati i risultati di un’operazione che ha portato alla scoperta di alcuni dispositivi illegali installati su alcune slot che alteravano la trasmissione dei dati relativi alle giocate alla rete telematica dei Monopoli. "Nel corso dell’operazione risulta che sia stato evaso un imponibile da oltre mezzo milione di euro ma non possiamo essere sicuri che sia tutto, c’è la possibilitò che le schede taroccate siano state azzerate o sostituite mentre erano in corso le indagini. Adesso, solo guardando le sanzioni tributarie, i responsabili - in questo caso il gestore - pagherà tra il 240 e il 480% del prelievo erariale evaso", ha spiegato Ferrara. "La truffa è stata ai danni dello Stato, ma anche dei concessionari che avevano meno volume di gioco registrato, mentre i giocatori erano ignari di tutto. Le macchine erogavano vincite normali, al 75%, ma mandavano alla rete solo una ’goccia’ delle giocate effettive". Determinate il contributo degli uomini della Guardia di Finanza e dei Monopoli che "hanno dovuto giocare una ventina di euro a macchina per riscontrare le anomalie. Per i primi euro giocati le macchine mandavano i dati regolarmente, poi arrivava un black out per il sistema telematico".

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