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New slot: il Comune di Vicenza limita la libertà imprenditoriale secondo il Tar

tribunale togheChe succede a Vicenza? Bisognerebbe chiederlo ai giudici del Tar visto che, all'indomani della sentenza relativa alla regolamentazione a livello locale che disciplina le aperture delle sale da gioco, il primo cittadino Achille Variati, aveva cantato vittoria per una ordinanza che, a suo giudizio, "trova fondato il potere regolamentare degli enti locali, in particolare per quanto riguarda il governo del territorio". In realtà, a leggere il dispositivo dei giudici della Terza sezione del tribunale veneto (in allegato), sembrerebbe potenzialmente diversa l'interpretazione. "Ritenuto infatti che i presupposti impugnati regolamenti annonari del Comune resistente sembrano, agli effetti pratici, porre limiti all’attività economica delle sale da gioco che quasi inibiscono qualsiasi nuova iniziativa nel territorio comunale in vigenza di una legislazione statale che non pare condividere il giudizio di pericolosità pubblica sulle sale da gioco" - scrivono i giudici - "sussistono profili di illegittimità derivata di possibile fondatezza, in quanto – pur trovando fondamento il potere regolamentare degli enti locali per l’art. 117 Cost. e l’art. 7 D.lgs 267/00 anche al di là delle materie contemplate espressamente (C.d.S. n. 6317/04 e Cass. N. 833/12) e potendo in ipotesi soddisfare esigenze costituzionalmente rilevanti e compatibili con l’ordinamento comunitario anche per previsione espressa del D.L. 201/11 (Decreto Salva – Italia) e del D.L. 1/12 (decreto liberalizzazioni) – il potere regolamentare non può, tuttavia, esorbitare dal principio di proporzionalità o dalla disciplina posta legislativamente".

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