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Slot irregolari in sala giochi, Tar Lazio: “Sì a multa, no a chiusura per 30 giorni”

  • Scritto da Gt

Il Tar Lazio ha accolto con sentenza il ricorso presentato da una sala giochi di Marino, in provincia di Roma, contro l’interdizione disposta dal Comune a causa del mancato pagamento della multa per due slot non autorizzate installate nel locale. Il provvedimento del sindaco prevedeva l’inibizione dell’attività “fino ad avvenuto adempimento di quanto disposto dalla Guardia di Finanza per la sanzione amministrativa pecuniaria comminata, … salvo ulteriore provvedimento sospensivo disposto dalla Questura di Roma per l’esercizio non autorizzato di scommesse in violazione dell’art. 88 del Tulps”.

 

LE MOTIVAZIONI DEI GIUDICI - Il ricorso, secondo i giudici, è fondato “posto che l’atto impugnato non reca esaustive ragioni per l’adozione della misura contestata, se non il mero richiamo al presupposto (in fatto) dell’avvenuta sanzione per il possesso degli apparecchi senza autorizzazione o licenza ed alla norma di cui all’art. 110 Tulps. Tuttavia, questa disposizione, come puntualmente dedotto al secondo motivo di gravame, consente solo all’Ente locale la sospensione dell’attività del gestore per un massimo di trenta giorni (da graduare dunque in ordine alla gravità della violazione contestata), ma non di inibirne l’attività “sine die” come di fatto accade quando si commisura la chiusura all’avvenuto pagamento della sanzione comminata. Invero, essendo quest’ultima contestata, la riapertura dell’esercizio dipenderebbe da un termine incerto nel tempo e si finirebbe con il perseguire una funzione latamente coattiva al fine di ottenere indirettamente il pagamento della sanzione”.

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