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Zanetti su Ctd: "Delega fiscale supererà questione, ma con ok di Commissione Ue"

  • Scritto da Redazione

Sarà l’attuazione dell’articolo 14 della Delega Fiscale a rappresentare l’unica soluzione a breve sui centri scommesse senza autorizzazione che operano sul territorio italiano. Lo pensa il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, rispondendo all’interrogazione proposta dai deputati Marco Causi e Federico Ginato che chiedevano un intervento per superare la ‘doppia rete’ in Italia.

Per Zanetti "l'unica soluzione veramente affidabile a breve non possa che essere la seguente: attuare la delega legislativa di cui all'art. 14 della legge n. 23/2014. Lo schema di decreto delegato, che riconfermerebbe, in tema di raccolta di gioco in rete fisica, il modello tradizionale della concessione e autorizzazione, peraltro in formale e sostanziale aderenza ai principi e criteri direttivi della delega legislativa, dovrà necessariamente essere sottoposto a esame e giudizio della Commissione europea. Se questo giudizio sarà favorevole all'impianto italiano difficilmente potranno sopravvivere contestazioni da parte di concorrenti transfrontalieri. Una riprova sta nelle disposizioni di cui all'art. 24 co. 13 e.ss., della legge n. 88/2009 che disciplinano la raccolta di gioco (incluse le scommesse) attraverso reti online. Nessuna delle società estere in argomento, fino a oggi, ha mai eccepito alcunché in relazione a questa disciplina".

"La dimensione del fenomeno è notevole. Come riferiscono le stesse società estere nel corso di processi, le reti alternative contano ormai circa 7mila punti di offerta di gioco sul territorio, più della metà di quelli delle reti dei concessionari che assommano a circa 12.700. La convenienza a mantenere e sviluppare reti alternative sta nel vantaggio competitivo - efficace all'interno di un unico contesto di mercato del gioco interessato da concorrenza trasfrontaliera, ossia quello della raccolta in rete fisica di scommesse - dato dall'assenza di costi per oneri di concessione, dal differenziale di costo fiscale tra il prelievo tributario nazionale sulla raccolta di scommesse e quello più conveniente (peraltro solo sui ricavi aziendali) del Paese di stabilimento legale della società di regia della rete alternativa in Italia (rete dei centro trasmissione dati, cosiddetti Ctd), della autonomia nella scelta dei prodotti scommessa da offrire sul mercato italiano (grazie al mancato rispetto delle regole di palinsesto italiano), nonchè dall'assenza di controlli sull'offerta di gioco di tali prodotti - scommessa (grazie al mancato collegamento al totalizzatore nazionale)".

Secondo Zanetti "la convenienza risalta anche di più alla luce dell'obiettivo finale perseguito da tali società estere, ossia, attraverso sistematica erosione, delegittimazione e progressivo smantellamento del mercato della raccolta di scommesse gestito dai concessionari nazionali, quello di una sostanziale liberalizzazione di tale mercato, che - per quanto da loro auspicato - si dovrebbe trasformare, al più, in un 'mercato meramente autorizzato'. L'attenzione concorrenziale delle società estere è concentrata sulla raccolta fisica delle scommesse".

 

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