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Pucci (As.Tro): 'Il 30 aprile resa dei conti del settore, ma possiamo uscire da impasse'

  • Scritto da Ac
In quale situazione si trova il comparto degli apparecchi, a poca distanza dalla scadenza del 30 aprile? La parola al presidente As.Tro, Massimiliano Pucci.
“Il fatto innegabile è che la rinegoziazione prevista dalla Legge di Stabilità è fallita, almeno a livello di principio generale, visto che non c'è stata una completa adesione da parte di tutti gli operatori della filiera. Anche se, va detto, la negoziazione è andata a buon fino con quei concessionari che si sono mossi dalla miseria dei 36 euro proposti inizialmente ai gestori”.
Come si esce, arrivati a questo punto, dalla situazione di totale impasse di questo momento?
“Onestamente non credo spetti a me dare risposte su come si debba affrontare la situazione di stallo, ma quello che so con certezza è che se salta questo pagamento del 30 aprile, l'intero sistema del gioco pubblico ne uscirà inevitabilmente compromesso agli occhi delle istituzioni. Per questo, sulla base di una serie di calcoli che abbiamo fatto in associazione rispetto ai volumi di gioco, alla redditività delle macchine e, soprattutto, tenendo conto del criterio di progressività della raccolta espresso dalla stessa legge delega, abbiamo elaborato una proposta che riteniamo equa perché dettata dalla ragione dei numeri e non da logiche protezionistiche o esigenze di risparmio. E ci auguriamo che questa possa rappresentare un elemento di riflessione per il governo”.
Una proposta che avete presentato al Ministero dell'Economia, optando, questa volta, per un approccio diretto. Perché questa scelta?
“La scelta di avanzare una proposta direttamente al Mef deriva dalla presa di coscienza della situazione di alta conflittualità in cui vive oggi il settore, che rende necessario il ruolo di una istituzione terza per dare attuazione ad una legge che, per come è stata formulata, ha dato luogo a un'enorme confusione, facendo saltare gran parte degli schemi”.
Cosa ne pensa della risposta negativa del Consiglio di Stato dopo l'insuccesso anche al Tar sulla Legge di Stabilità?
“Premesso che As.Tro non ha fatto alcun tipo di ricorso, convinta che un settore importante come questo non possa e non debba vedersi affermare dei principi da un tribunale, siamo sempre all'interno del gioco pubblico. E' quindi il legislatore a doverci indicare la strada e non un giudice".
 
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