Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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Cuomo e Alfano: 'Si parli di gioco sotto tutti i profili'

  • Scritto da Ca

Carlo Cuomo e Anna Alfano evidenziano l'importanza di affrontare a tutto tondo il tema del gioco.

Roma - “Si parla sempre di Gap in Italia ma nell'Ue un fenomeno fondamentale è il gaming in tante forme”. Lo osserva Carlo Cuomo, responsabile didattico dello Iudav, nel suo intervento al convegno inaugurale di Enada Roma durante il quale ricorda: “Abbiamo proposto un testo della dottoressa Alfano da una tesi sulla second life. Volevamo proporre un testo sulla ludopatia senza utilizzare paroloni. Il mio desiderio era quello di creare un contenuto per tutti! Uno dei problemi principali è la disinformazione e il vedere del male in determinati fenomeni. Volevamo dunque una ricerca che analizzasse a 360 gradi tutte le forme si ludopatia, fino alle forme di asocialità e obesità a persone che giocano da casa. Il libro punta a tutti sulla base di un'informazione generale abbattendo i falsi miti del settore, per creare opinioni personali ma soprattutto limpide. Stiamo andando verso una cooperazione importante con le associazioni di settore che, come la Sapar, non remano contro ma anzi finanziano concetti giusti ma che possono essere anche scomodi”.

Aggiunge Anna Alfano, autrice del libro 'Lupus in fabula': “Di solito si parla solo del Gap perché è quello che fa scalpore clinicamente. Solo adesso si sta parlando di dipendenza ed è un passo avanti a livello clinico. Ma il testo è davvero fruibile a tutti soprattutto a chi si vuole informare sul tema della ludopatia. In tutto sono cinque capitoli, i primi due offrono una panoramica sulle dipendenza e poi è stata descritta un'evoluzione del gioco. Ma cosa è cambiato ora? Abbiamo visto che l'uomo gioca perché è spinto dall'azione la donna perché sfugge a qualcosa. Siamo arrivati fino alla generazione del touch screen. Il gioco online e i giochi da casa sviluppano il virtual ego: i ragazzi parlano dei personaggio che seguono nei giochi e non parlano più dei loro bisogni. Sono giochi fruibili sempre e comunque e questo è il problema. Abbiamo anche capito che le ludopatie non vanno mai da sole ma a braccetto con altri disturbi. I capitoli terzo e quarto sono quelli fatto sul campo e sono il clou del libro. Abbiamo condotto interviste per ogni fascia di età con quattro domande sempre fisse. È emerso un panorama variegato che indica comunque come molti adulti giocano esclusivamente per divertimento.

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