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As.Tro: 'No a risposte evasive su mappatura slot'

  • Scritto da Redazione

"Dodicimila ricorsi in Piemonte?", As.tro cercherà di evitarlo, ma al settore non possono essere date risposte evasive sul tema della mappatura.

"Ogni misurazione effettuata senza l’utilizzo della rilevazione cartografico-urbanistica, formalmente vistata dall’Ufficio tecnico Comunale, e messa a disposizione preventiva degli esercenti, è inidonea a provare in giudizio il percorso effettivamente compiuto dal vigile urbano con la 'rotellina di misurazione', ed è altresì inidonea a generare un verbale di operazioni compiute in cui l’esito delle stesse sia integrabile in atto fidefacente". Lo sottolinea l'associazione As.Tro, tornando sulla questione della legge regionale sul gioco del Piemonte. 
"A ciò si aggiunge che per la legge n. 689/ 81, ogni sanzione che preveda la citazione di accertamenti di fatto rilevanti ai fini della descrizione dell’illecito, deve allegare gli stessi alla contestazione (a pena di nullità).
Da questa realtà discende la convinzione degli esperti consultati da As.tro circa la non-sostituibilità dell’Ufficio Tecnico Comunale (e delle rispettive mansioni di misurazione su scala), con Google Map, rotelline varie, conta-passi per corridori, e chi più ne ha più metta.
Da ciò deriva anche il fatto che ogni Comune che abbia formalizzato la sua intenzione di non accedere a detta prassi può subire il ricorso al Tar dall’esercente (sia che sia lontano, sia che sia vicino da luoghi sensibili individuabili o non individuabili), per la illegittima esposizione a rischio che siffatta procedura (o meglio non – procedura) lo espone, oltre all’eventuale ricorso all’autorità giudiziaria avverso ogni singola sanzione emessa in violazione della legge n. 689/81.

Da un conteggio spanno-metrico, comprendente il novero 'minimo' di esercizi coinvolti, discende la preoccupante cifra di 6000 ricorsi amministrativi + 6000 ricorsi tra tribunale e giudice di pace.
As.tro cercherà di scongiurare questa eventualità, consapevole del fatto che il senso civico di tutti i cittadini responsabili auspica che i soldi dei Comuni siano spesi per asili, servizi al pubblico e vigili urbani a presidio della sicurezza di prossimità.
Tuttavia i diritti non possono essere compressi solo per difendere 'un approccio semplificato'. L’opinione di certe amministrazioni comunali, ferme nel ritenere la misurazione dei percorsi pedonali una 'bazzecola' a carico ai punti vendita, prima, e affidato alle rotelline, poi, non può, quindi, essere accettato passivamente. Nessun punto vendita sarà lasciato 'solo' a gestire questa situazione, in quanto i gestori As.tro sono già pronti, assieme alla loro associazione, a sostenere i loro clienti in un confronto che non mira al ripudio della legge regionale, ma solo all’introduzione di alcuni minimali criteri di normalità che prevedano il diritto di sopravvivenza di un bar o di una tabaccheria (che spesso costituisce il frutto del lavoro di 'generazioni di famiglie'), e il diritto al lavoro di migliaia di maestranze addette nelle imprese di gestione degli apparecchi da gioco". 
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