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Pasquini (Sapar Toscana): 'Gioco, difficile fare impresa con leggi locali'

  • Scritto da Redazione

Luca Pasquini, presidente della delegazione toscana di Sapar, chiede uniformità delle leggi per salvaguardare le imprese del gioco legale.

"Nonostante la storia recente abbia dimostrato che la cancellazione del gioco legale terrestre apra le porte al gioco borderline, il tribunale ha negato la sospensiva della legge regionale piemontese, in una sorta di resa delle armi nei confronti dello strapotere degli enti locali, mettendo definitivamente la parola 'fine' alle centinaia di aziende operanti in quel territorio. Il Paese dei mille campanili è una caratteristica tutta italiana, un perpetuare il Medioevo in un epoca dove il progresso e la tecnologia, in una sorta di Rinascimento moderno, tendono ad uniformare e rendere omogenea ogni cosa".

Lo scrive, in un lungo post su Facebook, Luca Pasquini, presidente della delegazione toscana dell'associazione Sapar a commento del verdetto del tribunale di Torino sulla legge del Piemonte  sul Gap e della perdurante stasi che caratterizza la riforma nazionale del gioco pubblico.

La voce di Pasquini si unisce a quella di altri operatori toscani, che nei giorni scorsi hanno sottolineato il rischio di un "effetto espulsivo" delle normative locali sul settore.
 
"Uno Stato che dovrebbe fare dell’uniformità legislativa il proprio vanto si perde invece nel labirinto degli enti locali, sempre in prima fila e pronti alla crociata anti slot.
In questo momento è difficile fare imprenditoria nel gioco terrestre, stretti tra riduzione apparecchi, blocco dei titoli autorizzatori, disposizioni regionali e comunali al limite del paranoico-dittatoriale.
In un Paese dai tanti problemi dove lo scontento generale trasuda in ogni angolo, si assiste ad una campagna elettorale priva di contenuti, lorda di insulse promesse, ma con un filo comune che lega i vari schieramenti: la lotta al gioco d’azzardo e l’aumento della tassazione allo stesso. Come fosse l’unica panacea a questa situazione economica ed occupazionale disastrosa", evidenzia Pasquini.
 
 
"Ogni giorno i quotidiani ed i media si scatenano in una caccia alle streghe manipolando ad arte sia i dati ufficiali resi pubblici dai Monopoli di Stato sia quelli relativi ai cosiddetti 'giocatori patologici', generando una deriva dell’interesse delle masse, giocando squallidamente e metodicamente sulla pelle di chi ha sposato il progetto statale del gioco legale.
Questa demonizzazione fornisce armi improprie nelle mani di quei soggetti che della politica hanno una concezione poco liberale.
Qualsiasi 'signor Nessuno' si erge a paladino del momento colpendo insensatamente gli apparecchi dei bar e niente altro, manifestando poi orgoglio per quanto fatto.
A nulla sono valsi gli oltre tre anni di mediazione voluta dal sottosegretario Baretta.
A nulla è valsa la riduzione del numero di apparecchi imposta tra il 31 dicembre 2017 ed il 30 aprile 2018, a nulla è valsa la promessa di riduzione dei punti vendita. Il gioco legale è una riserva statale ed in quanto tale necessitava di una posizione determinata ed inamovibile da parte del Mef, soprattutto dopo aver concordato quei punti chiave con gli enti locali.
Invece abbiamo assistito alla solita pantomima, parole parole parole.
Il prezzo di tutto questo lo pagano le aziende di gestione, vessate ed impotenti, costrette a licenziare i propri collaboratori, costrette a cancellare una vita ed una storia di lavoro che in molti casi è frutto dei sacrifici di generazioni", conclude il presidente della delegazione toscana dell'associazione Sapar.
 
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