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È di nuovo Enada Primavera: l'industria si mette in mostra

  • Scritto da Ac

Da oggi, 14 marzo, al 16, torna la fiera del gioco di Rimini, in un una fase particolarmente critica per il settore. Ma con qualche cambiamento in vista.

 

Rimini - Nonostante la storica ricorrenza veda l'industria del gioco pubblico ritrovarsi in fiera nel mese di marzo, la primavera, nel settore, continua a non arrivare. Una riflessione che non sembra affatto nuova, pensando alle ultime edizioni della kermesse, da sempre alle prese con periodi oscuri e di totale instabilità del comparto: e infatti, non lo è. Stavolta però la bella stagione è più lontana che mai, a causa di troppi problemi che pur non avendo compromesso del tutto l'andamento della fiera (sicuramente dignitosa anche in questa edizione) rischiano di alterare non poco gli equilibri del settore, che continua a navigare a vista, in totale assenza di certezze per il prossimo e immediato futuro. Tanto più che questa edizione dell'Enada - giunta quest'anno alla trentesima edizione primaverile, a Rimini - coincide anche con il cambio di governo alla luce delle elezioni del 4 marzo.

Uno scenario ancora più ingarbugliato perché vittima dei “giochi” elettorali e senza alcun riferimento preciso in termini di politica; ma che rappresenta, al tempo stesso, un'opportunità, se non altro offrendo l'occasione di poter ripartire quasi da zero, nei rapporti con l'Esecutivo, che forse non guasta. Questo, almeno, è quanto si augura Raffaele Curcio, presidente di Sapar, associazione organizzatrice della kermesse. “Il nostro auspicio, come operatori dell'industria del gioco, è di poter avere a che fare con un nuovo governo che possa iniziare a guardare il comparto in maniera seria e obiettiva, senza pregiudizi. Che sia in grado di interpretare quello che è stato fatto dal precedente esecutivo e intervenire di fronte alle tante storture evidenti nel nostro sistema”, spiega.
 
 
“Il momento è particolarmente critico, sopratutto per via della mancanza di prospettive nel medio e lungo termine. Anche a causa della riduzione degli apparecchi che era sì un obiettivo condiviso da tutta la filiera, dopo l'eccesso di distribuzione avuto tra il 2011 ed oggi, ma è stato gestito male e sta causando molti disagi, soprattutto ai gestori. Oltre al fatto che i produttori hanno poco o niente da fare in questo momento. Interventi scomposti del legislatore, oltre ad avere una riduzione non equa, perché non distribuita ed eccessivamente penalizzante per i soli gestori”. Una serie di elementi che, secondo Curcio, determinano una “fase caotica, che durerà ancora per mesi, prima di arrivare a un assestamento del mercato che, sì, arriverà, ma che sarà comunque forzato e condizionato da tutti questi fattori”. Tutto a scapito della fiera, inevitabilmente: “L'edizione di quest'anno non può essere come gli anni precedenti – spiega il leader Sapar - per via di questo stato di crisi del comparto, che è stato fermato all'improvviso e in maniera maldestra, come un treno in corsa. E com'era prevedibile, una frenata improvvisa come questa non poteva non creare problemi”.
 
Per questo, Curcio chiede alla politica di “avviare un tavolo di confronto e di lavoro serio e e concreto, e possibilmente immune da pregiudizi”. “Non dobbiamo essere avvantaggiati ma soltanto essere considerati per quello che siamo: cioè un comparto economico e produttivo che merita lo stesso trattamento delle altre attività del Paese”.
 
 
Tornando alla fiera, tra gli aspetti da sottolineare di questa edizione, l'investimento nei confronti del settore dell'amusement: “Ma anche qui è una corsa in salita a causa delle norme da sempre in ritardo rispetto all'evoluzione tecnologica e al cospetto di un regolatore troppo impegnato dietro al gioco con vincita in denaro che sembra non preoccuparsi minimamente del puro intrattenimento. Il quale andrebbe invece tutelato e sviluppato rappresentato l'offerta di gioco senza contro indicazioni e che rappresentano la dimensione più bella dell'industria. Anche per creare un'alternativa rispetto al solo gioco a vincita, ormai vittima di attacchi e di eccessive attenzioni, in termini negativi”. Ma è proprio questo il punto, secondo il rappresentante Sapar: l'Italia sta dimenticando il valore sociale del gioco. È evidente dalle forti carenze della nostra scuola, ma lo vediamo anche sull'abbandono dell'intrattenimento. O sul fatto che non riesce a distinguere sulla pericolosità di diversi giochi. Ma ora spetta a noi mettere in risalto le nostre peculiarità, per questo spero in una risposta coraggiosa, ancora una volta, da parte delle imprese che negli ultimi anni hanno sempre dimostrato un coraggio immenso. Anche per far capire al nuovo governo e alla politica che speriamo abbia interesse a scoprire la realtà del settore”.
 
Questa primavera, però, viene segnata sul calendario di Sapar anche per il rinnovo della presidenza, con le votazioni fissate per il prossimo 11 aprile, quando verranno eletti i consigli regionali, per poi votare il nuovo leader a maggio. Per un altro possibile cambiamento in vista, dopo tre mandati di Curcio alla guida dell'organismo. Salvo decidere per una ulteriore riconferma: “Per quanto mi riguarda, sento di mettermi di nuovo a disposizione dell'associazione, per poter contribuire in maniera attiva a riportare questo settore sotto una luce migliore. Da parte mia posso metterci tutto l'impegno possibile e la determinazione: il resto spetta ai soci, che dovranno decidere”.
 
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