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Gestori a Tar Bologna: 'Tra distanziometro e Prg impossibile operare'

  • Scritto da Amr

I gestori al Tar dell'Emilia Romagna ribadiscono come le norme regionali sul gioco impediscano l'attività.

 

"Fondamentale è la tutela della salute dei cittadini, ma va tutelata anche quella della libertà di iniziativa economica e di salvaguardia dell'occupazione. Sulla base delle nostre perizie, tra il distanziometro di 500 metri previsto dalla legge dell'Emilia Romagna sul gioco e il rispetto dei vari piani regolatori, gli operatori sono praticamente banditi dall'80, 85 percento del territorio". Queste le motivazioni discusse oggi 30 maggio al Tar bolognese dall'avvocato Filippo Boccioletti, amministrativista che coadiuva l'associazione As.Tro nell’affrontare le problematiche connesse all’effetto espulsivo della legge regionale.
Nell'udienza di oggi l'avvocato ha chiesto la sospensiva del provvedimento di chiusura di una sala giochi di Imola (Bo), disposta dal Comune dopo la mappatura dei locali. La risposta è attesa tra domani e dopodomani, e se sarà negativa, il passo successiivo sarà il ricorso in Consiglio di Stato.
"L'amministrazione deve dire se vuole che il gioco continui a esistere o se vuole espellerlo, nel qual caso facendo anche a meno degli introiti derivanti", sottolinea Boccioletti, che, in riferimento all'applicazione della legge regionale sul gioco, osserva: "Solo il Comune di Forlì ha preso la decisione di attendere l'esito dei lavori, in merito al distanziometro, dello Stato, o meglio, della Conferenza unificata Stato Regioni".

 

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