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Distante: 'Puglia, 20mila posti di lavoro a rischio con legge regionale sul gioco'

  • Scritto da Redazione

Domenico Distante, di Sapar Puglia, sottolinea gli effetti della legge regionale sul gioco sull'occupazione nelle imprese locali.

“All’indomani della Conferenza unificata Stato-Regioni tenutasi nel settembre 2017, si è in attesa dall’ottobre scorso del decreto attuativo il cui scopo è quello di dare una regolamentazione omogenea su tutto il territorio nazionale”, Lo afferma il presidente della delegazione Sapar Puglia, Domenico Distante, che evidenzia, per quanto riguarda la sua regione, come “sono stati eliminati quasi 10mila apparecchi rispetto ai 25.067 esistenti determinando una riduzione dell’offerta a 16.307 awp. Corre l’obbligo al riguardo precisare che tale riduzione è stata attuata in un solo settore, ovvero quello delle apparecchiature da intrattenimento e non in altre categorie”.
Sapar sottolinea inoltre  in una nota che "le misure di contrasto si sono rivelate del tutto fallaci. I finanziamenti pubblici previsti dal piano nazionale (50 milioni di euro) attendono di essere erogati sulla base della valutazione dei singoli programmi elaborati dalle regioni, molti dei quali bocciati e rispediti al mittente a causa della generalità e approssimazione degli interventi che, come spesso accade, finiscono col distribuire denaro a pioggia in favore di associazioni amiche degli amici".

“Ciò che purtroppo constatiamo è il tentativo di dare l’ennesimo colpo di mannaia al settore delle macchine da intrattenimento con normative regionali che rischiano di provocare entro la fine dell’anno, per effetto del distanziometro, la chiusura di migliaia di attività e di piccole imprese, con una perdita stimata di circa 20mila posti di lavoro in Puglia.

L’inefficacia del distanziometro dai luoghi 'sensibili' è dimostrata dalla diffusione del gioco online che con l’introduzione di nuove tecnologie si sta trasformando nel trend prevalente, rivoluzionando il settore del gioco. In assenza di controlli, di maggiore tutela degli utenti e di contrasto al gioco illegale, si rischia di vanificare gli sforzi coinvolgendo fasce sempre più elevate di adolescenti. I piani e le leggi regionali sono ormai superati, ma ciò che desta maggiore preoccupazione è, così facendo, il trasferimento del gioco legale nelle mani della criminalità organizzata. Riteniamo pertanto che ognuno debba assumersi le proprie responsabilità nell’ambito di provvedimenti che nei prossimi mesi vedranno la luce”, conclude Distante.

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