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Gioco, Tar Sardegna: 'Proporzionati limiti orari di Alghero e Sassari'

  • Scritto da Francesca Mancosu

Dopo quelli di Cagliari, il Tar Sardegna conferma i limiti orari al gioco disposti con ordinanza sindacale nelle città di Alghero e Sassari.

"In tale contesto non vi sono i presupposti per considerare ictu oculi 'sproporzionata' la nuova limitazione dell’orario di svolgimento del gioco d’azzardo introdotta dal sindaco: a fronte di un fenomeno -quale la ludopatia- ampiamente diffuso e pericoloso, parte ricorrente si è sostanzialmente limitata a definire i nuovi orari forieri di eccessivi svantaggi per la propria attività economica; in sostanza la tesi si risolve nel tentativo di sostituire le proprie valutazioni a quelle di merito operate dall’Amministrazione, il che ovviamente non può trovare condivisione in questa sede".

Questa la motivazione che accomuna le sentenze con cui il Tar Sardegna ha respinto i ricorsi di alcuni operatori del gioco e dalla Federazione Italiana Tabaccai contro i limiti orari al funzionamento degli apparecchi posti attraverso ordinanza sindacale dai Comuni di Alghero e Sassari.

Rispediti al mittente i rilievi dei ricorrenti contro le normative in vigore, che ad Alghero consentono il gioco fino a 300 metri dai luoghi sensibili e dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle ore 20 di tutti i giorni, compresi i festivi, e a Sassari prevedono una doppia regolamentazione: dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23 (giorni festivi compresi) per le slot installate nei locali cosiddetti “promiscui”, e dalle 10 alle 13 e dalle 18 all'1.00 del giorno successivo per le Vlt delle sale dedicate.
 

Quanto all'esistenza di dati di supporto alle ordinanze di Alghero e Sassari, per i giudici amministrativi "possono richiamarsi, quanto al contesto sardo in generale, i dati pubblicati sul sito istituzionale del Consiglio regionale, dai quali emerge che la Sardegna si colloca tra le prime regioni italiane per diffusione del gioco d’azzardo", nonché, relativamente alle realtà locali, i rapporti delle Asl.
 

"Inoltre il Collegio non condivide la denunciata violazione della libertà d'iniziativa economica alla luce del canone di proporzionalità dell’azione amministrativa, potendosi osservare, al riguardo, che: la libertà di iniziativa economica trova limite, per espressa previsione di cui all’art. 41 della Carta costituzionale, nel divieto di arrecare pregiudizio all'utilità sociale ovvero alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umane, tanto che al legislatore è stato affidato il precipuo compito di individuare i necessari sistemi di contemperamento tra le contrapposte necessità; di qui numerose disposizioni normative che sottopongono le attività economiche a restrizioni volte a tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini, nonché altri valori di rilievo generale (si pensi, tra gli altri, all’art. 1, comma 2, al d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito nella legge 24 marzo 2012, n. 27, all’art. 3, comma 1, lett. c, al d.l. 13 agosto 2011, n. 138, convertito nella legge 14 settembre 2011, n. 148);discorso analogo vale per la disciplina di origine comunitaria, la quale -seppure complessivamente propensa a consentire quanto più possibile lo svolgersi dell’iniziativa economica in condizioni di parità su tutto il territorio dell’Unione- non di meno consente agli stati membri di introdurre restrizioni alle libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi proprio al fine di perseguire obiettivi di rilevanza generale, tra cui la protezione dei consumatori, la prevenzione delle frodi e la lotta agli effetti distorsivi del gioco d’azzardo (cfr. Corte di Giustizia UE, 24 gennaio 2013, cause riunite C-186/11 e C-209/11, punto 23); nell’ambito di tale cornice normativa, spetta, poi, alle autorità amministrative individuare discrezionalmente le misure -anche interferenti sullo svolgimento delle attività economiche- necessarie alla tutela degli interessi generali sopra descritti".
 

Le sentenze arrivano a poche ore di distanza da una nuova conferma dei limiti al gioco imposti dal Comune di Cagliari
 
 
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