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Emilia Romagna, gli operatori: 'Serve vera proroga, aprire tavolo di crisi'

  • Scritto da Fm

I rappresentanti di As.Tro e Sapar chiariscono la querelle sulle slot nei bar e chiedono 'vera proroga' per la legge sul gioco dell'Emilia Romagna.

Nessuna proroga, ma un “pasticcio interpretativo” del consigliere Andrea Bertani (M5S) che dopo aver “rivelato” lo spostamento della scadenza alle autorizzazioni degli apparecchi da gioco installate nei bar "nascosto" nella normativa vigente, è stato subito smentito dall'assessore al Commercio Andrea Corsini, il quale ha chiarito che da sempre “la norma regionale considera il contratto con il concessionario di rete e non con il noleggiatore dell’apparecchio”.

Una scadenza, quindi, fissata già da tempo, come confermano anche gli operatori del settore.

 

 

Eugenio Bernardi (Sapar) sottolinea a Gioconews.it: “È stata usata un'interpretazione della legge che ha confuso i gestori con i concessionari mentre la normativa è sempre stata così. Per quanto riguarda la proroga vera e propria, l'abbiamo chiesta anche noi come associazione perché non c'è il tempo materiale di spostare le sale. La Regione forse non sa bene a a cosa va incontro, tanti Comuni si stanno fermando nella delocalizzazione dei punti gioco perché hanno paura che gli vengano chiesti i danni. Nel complesso, la normativa comprende misure molto teoriche ma poco pratiche visto che è retroattiva. A questo punto, aspettiamo di essere ricevuti dall'assessore Corsini, che finora non l'ha ancora fatto nonostante le nostre richieste”.
 
 
Sul tema fornisce chiarimenti anche Massimiliano Pucci, presidente delll'associazione As.Tro. "Voglio segnalare al consigliere Bertani che se fosse interessato ad individuare la vera ‘lobby’ del gioco dovrebbe rivolgere il suo sguardo verso Roma, dove al Governo ci sono i suoi compagni di partito: infatti è lo Stato il vero azionista di maggioranza del gioco, perché incassa il 20% delle somme giocate a fronte del 3-4 percento che rimane ai gestori dei congegni con i quali questi imprenditori devono pagare, tra l’altro, gli stipendi dei propri dipendenti anche per evitare che vadano ad aumentare la platea degli aventi diritto al reddito di cittadinanza. Non c’è alcuna proroga, a differenza di quanto sostiene il consigliere Bertani del Movimento 5 Stelle che evidentemente non ha approfondito sufficientemente la questione, come purtroppo accade quando i politici intendono solamente creare clamore e non affrontare seriamente le questioni. Se fosse stato vero quanto da lui sostenuto, sarebbe stata una grande notizia per imprese e lavoratori. La verità è che quelle che in Emilia-Romagna lui definisce 'lobby del gioco d’azzardo' stanno chiudendo proprio perché non c’è alcuna proroga, ed infatti stiamo inviando alla Regione una lettera con cui chiediamo l’apertura dello stato di crisi delle imprese specializzate nel gioco".
Il presidente di As.Tro poi ricorda: "L’Emilia Romagna è il posto in cui si è celebrato 'Black Monkey', il processo più importante in tema di infiltrazioni della mafia nel gioco. Le reti illegali stanno preparandosi a rientrare nel business: il pericolo di nuove infiltrazioni è enorme, soprattutto nei territori che stanno bandendo la rete del gioco legale. Chiediamo, poi, a chi parla di gioco in Emilia-Romagna di indicarci dove mettere i lavoratori licenziati: ormai chi è impiegato nel settore è considerato di serie B, questo mi pare evidente. Di sicuro, il Governo – di cui fa parte il partito del consigliere Bertani – fino ad oggi ha solo aumentato le tasse sui congegni, non preoccupandosi delle sorti di migliaia di lavoratori", conclude Pucci.
 
 
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