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Ddl Bilancio, Agcai: 'Gioco, rilanciare Awp e tutelare i gestori'

  • Scritto da Redazione

L'Agcai - Associazione gestori e costruttori apparecchi da intrattenimento, lancia le sue proposte per le norme sul gioco contenute nel disegno di legge di bilancio.

L'Agcai - Associazione gestori e costruttori apparecchi da intrattenimento interviene sulle proposte di modifica alle norme sul gioco contenute nel disegno di legge di bilancio per il prossimo anno, alla luce del passaggio in Aula atteso per oggi, 18 dicembre, e della ripresa dei lavori della commissione Bilancio del Senato.

Sotto la lente, in primis, l'emendamento del senatore M5S Giovanni Endrizzi relativo alle Awpr. “Tale emendamento – commenta Agcai - non riduce l'azzardo nelle Awp e non toglie il gioco di intrattenimento dalle mani dei concessionari.

Gli apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto devono presentare parametri di funzionamento inferiori ai limiti previsti dagli apparecchi attualmente in esercizio. Il Governo dovrebbe ridurre il costo orario e invece di far spendere in un’ora 30 euro farne spendere 10. Come? Semplicissimo, riducendo il suo prelievo sulle giocate. Oggi su ogni euro introdotto lo Stato preleva dalle tasche dei giocatori il 70 percento del residuo tolte le vincite. Un buon governo dovrebbe prendere zero e far spendere quei soldi che i giocatori tecnicamente non spenderebbero più nelle slot, spenderli nella economia reale come da sempre sostenuto dal senatore. Perché la sostituzione delle attuali new slot non deve avvenire da subito con una vera Awp da divertimento e intrattenimento con piccola vincita se tecnicamente si può fare sin da subito? Quando questo segmento di apparecchi verrà tolto dalle mani dei concessionari e il Preu, se dovrà esserci, verrà versato direttamente con l'F24 dai gestori direttamente allo Stato?”, si chiede l'associazione.
 
 
Agcai poi chiede al senatore Endrizzi e al vice premier Di Maio di sostenere in commissione Bilancio al Senato l'emendamento del senatore Dario Damiani (FI) a tutela delle 5mila aziende di gestione. “Colgano l'occasione di questo emendamento per prendere spunto e far ritornare la situazione in uno stato di normalità con tre semplici punti: rendere i nulla osta delle macchine comma 6/a dismesse direttamente al monopolio senza farli tenere dai concessionari per 30 giorni; garantire la portabilità da un concessionario all'altro con il sistema della telefonia mobile; stipulare un contratto nazionale di filiera che tuteli la parte più debole delle forze in campo”.
 
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