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Tar Veneto: 'Gioco, giusto vietare vetrofanie e sgabelli nelle sale'

  • Scritto da Fm

Il Tar Veneto conferma la multa a sala gioco di Jesolo (Ve) per violazione del regolamento comunale che vieta sgabelli e vetrofanie.

"Il motivo di ricorso, nella parte in cui si lamenta l’illegittimità per eccesso di potere, illogicità e difetto di motivazione dell’art. 7, comma 14, del regolamento comunale, che dispone: 'Presso le postazioni di gioco non possono essere utilizzati elementi di arredo che consentano di sedersi (sgabelli, sedie, panche, ecc.)', e per la cui violazione è stata comminata alla ricorrente la sanzione di 450 euro è manifestamente infondato in quanto, in disparte ogni considerazione sulla non applicabilità dell’obbligo di motivazione di cui all’art. 3 della legge 241 del 1990 agli atti regolamentari, la disposizione in questione risulta adeguatamente motivata e non illogica con riferimento all’esigenza di prevenire e contrastare la ludopatia: la scelta di precludere la presenza di strutture su cui sia possibile sedersi è evidentemente funzionale a tale scopo e non illogica nell’ottica di ridurre il tempo di permanenza nelle sale gioco, dato che riducendo le possibilità di sedersi si rende meno confortevole l’attività di gioco". 

 

È quanto si legge nella sentenza con cui il Tar Veneto "risponde" al ricorso di una sala slot di Jesolo (Ve) a cui è stata contestata la violazione dell’art. 7, comma 9 e dell’art. 7 comma 14, del regolamento comunale in materia di giochi con l’installazione di pellicole/vetrofanie fronte la pubblica via che non consentivano la sorvegliabilità dall’area pubblica e la presenza di sgabelli a servizio delle Vlt e Awp non integrati nelle postazioni di gioco.
 
 
I giudici hanno dichiarato il difetto di giurisdizione a favore del giudice ordinario nella parte relativa al verbale di accertamento e irrogazione delle sanzioni pecuniarie e, per il resto, lo dichiara in parte inammissibile e in parte lo respinge.
 
 
In risposta alle doglianze della ricorrente, il Collegio inoltre evidenzia che "l’autorizzazione all’esercizio della sala giochi è stata rilasciata dalla Questura dopo aver valutato gli aspetti di propria competenza, ma facendo ben salva ogni altra prescrizione in materia delle altre Amministrazioni competenti" e che le norme di Jesolo sono state emanate dopo un’adeguata e approfondita istruttoria e "a seguito di appositi tavoli di lavoro organizzati dalla Prefettura e sulla base delle analisi sul gioco d’azzardo patologico, predisposte dalle Ulss del territorio".
 
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