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Tar Veneto: 'Limiti orari gioco, consiglio comunale ha potere regolamentare'

  • Scritto da Fm

Il Tar Veneto conferma limiti orari al gioco di Limena (Pd) e modifica a regolamento di polizia urbana decisa dal consiglio comunale.


“La fissazione di limiti massimi agli orari di apertura delle sale giochi da parte del consiglio comunale non configura un’usurpazione dei poteri sindacali, in quanto l’art. 42 del Tuel attribuisce al consiglio comunale il potere regolamentare e il compito di delineare gli indirizzi di carattere generale in tema di orari, sul cui tracciato il sindaco, ex art. 50, comma 7, Tuel, esercita il proprio potere discrezionale teso a fissare un orario più o meno contenuto nell’ambito delle fasce orarie predeterminate dal consiglio medesimo, in coerenza con l’interesse pubblico perseguito”.

A rimarcarlo è il Tar Veneto, con una sentenza che ribadisce quanto già espresso anche dal Tar Emilia Romagna poche ore fa: “Una regolamentazione, come quella scrutinata, che prevede l’apertura per un massimo di otto ore al giorno risulta proporzionata rispetto agli obiettivi perseguiti (prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico), realizzando un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo”.
 
 
Per i giudici amministrativi, che per questi motivi hanno dichiarato in parte inammissibile e in parte infondato il ricorso del gestore di una sala Vlt di Limena (Pd) contro il Regolamento di polizia urbana per l'apertura di sale giochi e l'installazione di apparecchi da gioco, “non merita condivisione nemmeno la censura con cui la ricorrente deduce il difetto d’istruttoria, per non avere l’ente locale – che pure richiama un’indagine svolta dalla Asl di Padova - effettuato specifiche, minuziose e lenticolari indagini in ordine all’incidenza del fenomeno della ludopatia sul territorio comunale.
Ciò in quanto, nell’attuale momento storico la diffusione del fenomeno della ludopatia in ampie fasce della società civile costituisce un fatto notorio o, comunque, una nozione di fatto di comune esperienza, come attestano le numerose iniziative di contrasto assunte dalle autorità pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale.
Non è seriamente discutibile, appartenendo la relativa conoscenza all’alveo del notorio, che gli apparecchi da gioco, sul cui utilizzo incide l’atto gravato, concorrano sensibilmente e in misura incisiva ad accrescere il diffondersi e l’acuirsi delle ludopatie (Cons. St., parere n. 402/2019).
L’uniformità degli orari per il funzionamento degli apparecchi per il gioco in tutte le tipologie di esercizi in cui è consentita la loro installazione, così come l’orario indifferenziato per tutto il territorio comunale, sono, infine, ragionevolmente giustificati e del tutto proporzionati rispetto all’intento di prevenire la trasmigrazione degli utenti dall’una all’altra tipologia di esercizi, ovvero dall’una all’altra zona del territorio comunale, fenomeni che verosimilmente si verificherebbero invece in caso di diversificazione di orari e di zone”.
 
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