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Cardia: 'Effetto espulsivo come una saponetta bagnata'

  • Scritto da Redazione

Sul 'caso' Domodossola il legale Geronimo Cardia auspica che il Consiglio di Stato rimetta a Corte Costituzionale profili di illegittimità non manifestamente infondati della legge regionale del Piemonte.

"Il problema del distanziometro espulsivo è ormai di dominio pubblico. Il punto è che si fa sempre più fatica ad arrivare a dama per eliminare l’errore tecnico che lo genera.

Ed a conti fatti, in questi anni, l’errore tecnico e l’effetto espulsivo che ne consegue se, da un lato, sono stati motivo di annullamento di regolamenti comunali che prevedevano troppi metri di interdizione (Bologna) o troppi e non utili luoghi sensibili (Bolzano), dall’altro, essi non hanno mai avuto la possibilità di accesso alla valutazione della Corte Costituzionale se imposti (come nel 99 percento dei casi) con leggi regionali o provinciali.

Per un motivo o per un altro nelle aule dei tribunali, benché il problema sia sollevato da anni, ancora non è stato portato all’attenzione della Corte Costituzionale e quando per un caso alla Corte Costituzionale se ne è parlato la Corte stessa, pur dimostrando di comprendere il problema ha precisato che non poteva pronunciarsi perché la questione non atteneva al thema decidendum.

Insomma, come una saponetta bagnata, l’effetto espulsivo riesce a non farsi afferrare da troppo tempo".

 

Così il legale Geronimo Cardia per Gioconews.it torna sul "caso" del distanziometro di Domodossola (Vb), su cui è attesa la pronuncia del Consiglio di Stato dopo la presentazione delle perizie dell'Agenzia delle entrate di Torino e dell'associazione Acadi.
 
"Ora il caso di Domodossola è interessante.
A ben vedere, dell’effetto espulsivo che ha colpito tutti i comuni della Regione Piemonte si discute al Tar ed al Consiglio di Stato solo per Domodossola, solo perché il Comune, dopo la legge (ovviamente non impugnabile al Tar) ha emesso un regolamento (questo sì impugnabile) con cui ha aggiunto dei luoghi sensibili rispetto a quelli indicati dalla legge.
Per questo in discussione in sede amministrativa ora c’è il Regolamento e con esso per le questioni di illegittimità costituzionale della legge regionale presupposto.
Molto tempo lo ha preso la perizia commissionata dal Consiglio di Stato all’Agenzia delle entrate di Torino per accertare l’esistenza dell’Effetto espulsivo.
Con l’intervento ad adiuvandum fatto per Acadi abbiamo notato che in realtà il perito di Torino abbia sostanzialmente concluso dicendo che la colpa del divieto assoluto sarebbe ascrivibile ai troppi luoghi sensibili aggiunti dal Regolamento comunale e che invece, applicando quelli indicati dalla sola legge regionale ci sarebbe un’insediabilità di oltre il 24 percento indicando anche tanti luoghi potenzialmente insediabili.
Questa precisazione ha una lettura chiara: la colpa di tutto è solo del regolamento comunale, e quindi solo questo sarà da annullare, mentre la legge regionale è perfetta perché consente l’insediamento del gioco e, per questo, va lasciata come è.
Capito il problema, e per evitare di ripetere il caso di Bolzano del 2016 (in cui il Tar, capito il problema dell’Effetto espulsivo, ha inteso dare la responsabilità del tutto ai luoghi sensibili aggiunti dalla Giunta, annullando questi e facendo salva la legge della Provincia di Bolzano, oggi ancora in discussione in un giudizio di revocazione!) abbiamo fatto subito i controlli con i periti urbanisti che da tempo seguono le questioni e cosa abbiamo scoperto? Che, come dice il perito di Torino, in effetti applicando i tanti luoghi sensibili aggiunti dal regolamento c’è effetto espulsivo ma anche che, a differenza di quanto dice il perito di Torino, l’effetto espulsivo c’è anche se si calcolano i soli luoghi sensibili della legge regionale e che molti dei punti indicati dal perito di Torino come insediabili in realtà insediabili non sono. Il tutto producendo controperizia, fotografie etc", prosegue Cardia.
 
 
"Per questo in udienza abbiamo voluto chiedere di soffermare l’attenzione sulla contro perizia prodotta, nella quale si opera una certificazione dell’Effetto espulsivo generato anche dai soli punti indicati dalla legge regionale, senza quelli del Regolamento.
Ora il rischio è che il Consiglio di Stato, appiattendosi sulla valutazione del perito di Torino, dia la colpa dell’Effetto espulsivo ai nuovi luoghi sensibili aggiunti dal regolamento del Comune, annulli solo questo, lasciando in piedi la legge regionale senza rimettere le questioni di legittimità alla Corte Costituzionale. In questo modo, a Domodossola sarà cancellato il regolamento, si, ma continuerà a trovare applicazione la legge regionale che continuerà a rendere vietata la sostanziale totalità del territorio comunale. E di nuovo così gli utenti, le imprese del comparto, i lavoratori del Piemonte, come lo Stato per il problema del gettito erariale dell’ordine pubblico, rimarranno con il problema dell’effetto espulsivo da gestire.
A meno che il Consiglio di Stato decida di dare un segnale chiaro con la remissione alla Corte Costituzionale dei profili di illegittimità non manifestamente infondati che afferiscono alla legge regionale e non solo al Regolamento.
A meno che, nel frattempo, la politica regionale non trovi una soluzione, coraggiosa ma giusta, come fatto da altre regioni (sette) virtuose (vedi articolo sulla rivista cartacea Gioco News di settembre).
A meno che nel frattempo la politica nazionale non decida, anche qui coraggiosamente, di rimettere mano al riordino e di portarlo finalmente a termine con al primo punto (non unico) la soluzione definitiva alla questione territoriale che va avanti dal 2011 e che abbiamo riassunto come noto nel lavoro del 2016, nonostante l’Intesa raggiunta e ancora non attuata", conclude il legale.
 
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