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Distante (Sapar): 'Legge gioco Trento, tutelare investimenti e occupati'

  • Scritto da Redazione

Distante (Sapar) commenta l'intervista rilasciata da Cia a Gioconews.it a proposito della legge provinciale di Trento sul gioco e rimarca importanza della tutela di investimenti e occupati.

"Apprezziamo le parole dell’assessore del Trentino Alto Adige, Claudio Cia, il quale ha mostrato, diversamente da chi si oppone strumentalmente e rifiuta il dialogo con estremo pregiudizio, la corretta sensibilità a confrontarsi con la nostra Associazione al fine di individuare, come da noi richiesto, la possibilità di apportare correttivi e modifiche alla legge regionale sul gioco pubblico".

Così Domenico Distante, presidente di Sapar, commenta le dichiarazioni rilasciate a Gioconews.it da Claudio Cia, assessore regionale del Trentino-Alto Adige agli Enti locali, nonché consigliere della Provincia di Trento e presidente della commissione Politiche sociali, a proposito degli appelli lanciati dal "collega" Alex Marini (M5S), di non concedere proroghe all'entrata in vigore della legge sul gioco e di non concedere incontri all'associazione.

 

“Diversamente dalle chiusure ideologiche e dall’ostracismo mostrato dal consigliere del M5S Marini il quale ignora che il diritto di parola possa e debba essere concesso ad un settore – come evidenziato dallo stesso consigliere provinciale Cia – che oltre ad essere legale e regolamentato da leggi nazionali dello Stato – contribuisce in modo sostanziale ad alimentare l’Erario”, rimarca Distante.
 
 
“La richiesta di proroga avanzata da Sapar rispetto all’entrata in vigore della legge, trova profonde motivazioni di carattere economico sia sul piano degli investimenti che dell’occupazione, con enormi ripercussioni su centinaia di piccole e medie imprese.
Un aspetto che il M5S non considera se non nell’applicare forme di tassazione (vedi l’ultima manovra in bilancio) per garantire non l’occupazione ma forme di assistenzialismo come il reddito di cittadinanza”, evidenzia il presidente di Sapar, che quindi riprende una delle affermazioni di Cia.
“'Quando un politico chiede a un altro di non ascoltare, trattandosi di soggetti legittimati, con un riconoscimento giuridico, non interpreta la democrazia, e non esercita la rappresentatività che dovrebbe avere'.
Crediamo che queste dichiarazioni di Cia siano più che esaustive quando egli stesso fa poi riferimento ai danni del proibizionismo, alla diffusione della illegalità come effetto diretto dello stesso e soprattutto alla necessità di intraprendere un percorso comune e condiviso che metta insieme le esigenze di ciascuno, nella piena consapevolezza che solo l’esistenza di presidi legali del gioco pubblico possano avere un ruolo nel contrasto alle ludopatie”, conclude Distante.
 
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