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Ordinanza Palermo, Sapar: 'Carenza istruttoria e contrasto con intesa in Conferenza unificata'

  • Scritto da Redazione

I legali che rappresentano la Sapar nel ricorso presentato contro l'ordinanza del sindaco di Palermo sul gioco evidenziano le ragioni dell'associazione.

"L’imposizione di limiti orari al funzionamento delle macchine e all’esercizio delle sale gioco – dalle 9 alle 13 e dalle 19 alle 24- e di limiti distanziometrici – minimo di 500 m da 'luoghi sensibili'- senza peraltro fare una differenziazione tra macchine Awp e Vlt si è tradotto in un tentativo maldestro di perseguimento di una finalità di rilevanza sociale". Questi i motivi che hanno portato la Sapar, nella persona del presidente Domenico Distante, a dare mandato agli avvocati Valentina Castellucci e Giorgio Troja del Foro di Palermo a presentare ricorso contro l'ordinanza del sindaco Leoluca Orlando, chiedendone dunque l'annullamento previa sospensione dell'efficacia.

Come si legge in una nota dei legali, "nell’interesse di tutta la categoria rappresentata è stata censurata l’assoluta carenza dell’attività istruttoria posta in essere dal Comune di Palermo, basata su risultanze assolutamente generiche in ordine ai reali 'numeri' della ludopatia a Palermo contraddette da fonti qualificate di settore proveniente dalla stessa Adm.

E infatti, il Comune di Palermo, non solo non avrebbe attivato un’istruttoria adeguata volta a comprendere l’entità del fenomeno, ma si è anche posta in aperto contrasto con quanto previsto dalla Conferenza Unificata del 7.9.2017".

In ordine a tale aspetto i difensori precisano come "la ricerca di uniformità e omogeneità perseguita in sede di Conferenza Unificata sia stata ribadita recentemente dalla Circolare del Ministero dell’Interno del 6.11.2019 con la quale sulla scia di un revirement giurisprudenziale che va sempre più consolidandosi (Tar Lazio, Sez. II bis n.1460/2019; Tar Lazio, Sez. II bis n. 6260/2019) è stato lanciato un monito alle Amministrazioni sulla rilevanza dell’Intesa e sulla potestà del sindaco di incidere sugli orari".

Per quanto riguarda il profilo delle distanze, invece, “lo stesso è stato posto in essere in assenza di un fondamento normativo, non essendo una siffatta potestà prevista dal TUEL, essendo realizzabile solo attraverso dei piani urbanistici o dei regolamenti adottati dal Consiglio comunale, assenti nel caso di specie”.
Da ultimo i legali evidenziano come "l’efficacia dissuasiva dell'inasprimento delle limitazione delle distanze e la riduzione degli orari di gioco sia stata messa in dubbio dalla stessa Corte dei Conti".

In particolare, nella relazione sul bilancio generale dello Stato trasmessa al Senato della Repubblica nel giugno dello scorso anno la Corte dei Conti ha precisato come le suddette misure abbiano comportato "una contrazione del mercato legale ed un probabile incremento dei fenomeni illegali".

L’udienza cautelare, come stabilito nell'ordinanza del Tar pubblicata oggi 14 febbraio, è fissata per l’11 marzo.

 

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