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Piemonte, Sapar: 'La nuova legge sul gioco tuteli le imprese'

  • Scritto da Redazione

Dopo l'avvio dell'iter delle proposte di modifica della legge sul gioco del Piemonte, l'associazione Sapar torna a chiedere più tutele per le imprese del comparto legale.

È indispensabile una nuova legge regionale che tuteli il sistema imprenditoriale legato alla filiera del gioco pubblico, compreso da piccole e medie imprese, e restituisca pari diritti ai lavoratori.

A sostenerlo, e non si può che essere d'accordo, è l'associazione Sapar, che in una nota commenta l'avvio dell'iter delle proposte di modifica della legge sul gioco del Piemonte, oggetto di confronto nella seduta congiunta delle commissioni Economia, Legalità e Salute tenutasi ieri, 23 luglio.

Sotto la lente dell'associazione, in particolare, finiscono le due proposte firmate dalla Lega, a novembre 2019 e a giugno 2020, sempre dal consigliere Claudio Leone (la terza è quella di Giorgio Bertola, del Movimento cinque stelle).

 

“Le proposte di legge presentate dal consigliere Leone, hanno l'obiettivo di sanare il grave errore che ha compromesso la tenuta del settore gioco pubblico e lede i diritti di migliaia di lavoratori. Lo stesso rappresentante leghista ha espresso dubbi sull'efficacia effettiva dei limiti distanziometrici”, ricorda Sapar, citando una dichiarazione del consigliere Leone: “A causa dell'introduzione del principio di retroattività ci sono stati evidenziati e oggettivi danni al nostro tessuto imprenditoriale, con tante attività che si vedono negare il diritto acquisito di offrire gioco legale. Allo stesso modo dobbiamo verificare con dati reali e non semplici sensazioni l'efficacia del cosiddetto 'distanziometro' dai luoghi sensibili nel contrasto al gioco d'azzardo patologico. In quest’ottica dobbiamo immaginare un nuovo impianto normativo che regoli il settore e tuteli il diritto d’impresa, per arrivare a una nuova legge regionale che sia il più possibile condividere anche con le minoranze. Sarà un lavoro sicuramente lungo e costruttivo, che verrà portato avanti nelle sessioni sedute attraverso il confronto con tutti i soggetti e le realtà coinvolte. Lasciare in mezzo alla strada chi ha deciso di investire in un settore legale non è una buona risposta da parte della Regione. È necessario sanare un problema che ormai ci trasciniamo da quattro anni ”.
 
Secondo l'associazione, infine, “dall'introduzione della retroattività del distanziometro con la legge votata dalla giunta Chiamparino, sono aumentati in via esponenziale i fenomeni illeciti collegati all’espansione del gioco illegale. Infatti, l'applicazione di questa misura restrittiva ha favorito l'azione espulsiva delle imprese del settore del gioco pubblico ad appannaggio del sistema illegale, che ha praticamente riempito i vuoti territoriali lasciati dall'offerta regolamentata. L’inesorabile riduzione delle attività del confronto del gioco legale, ha prodotto importanti ricadute sul piano occupazionale arrecando allo stesso tempo un importante danno in termini erariali allo Stato”.
 
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